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sabato 8 settembre 2012

Lovers in Samarkand by Hamid Ismailov, Translated from Uzbek by Hamid Ismailov and by Richard McKane, trad. dall' inglese A.Panciroli

Prefazione di CARLA NATALI

Difficile pensare la poesia di Hamid in una strada, se pure caotica, di una Roma o di qualche altra capitale Europea, anche se ignoriamo i riferimenti dei nomi e dei luoghi e quanto alla vecchia canzone cui l'autore pensa e non abbiamo modo di conoscere, non ne esiste una per ogni città.
Se poi vogliamo dar credito a José Saramago quando asserisce che il poeta stesso scrivendo una poesia ne è il primo traduttore (di una realtà, d'un sogno o di una emozione), possiamo immaginare quanto sia difficile, ma anche esaltante, il lavoro di chi ci propone dei testi mai letti prima.
Quanto a AMANTI IN SAMARCANDA, trovo sia un testo dall'atmosfera soffice e sognante. Non si rivolge a nessuno, è piuttosto un testo del ricordo o del rimpianto. Forse l'amante è proprio Samarcanda stessa, città miraggio e mito per noi occidentali e, sempre per quel motivo, l'apparizione della donna è fugace e marginale rispetto alla totalità dei versi.
Non trovo raffronti con la mia esperienza di poesie, solo un mondo su cui affacciarsi e desiderare – forse – di vivere, di nascondersi...








"Come la ruota di un carretto che non fretta di andarsene ..."
Courtesy of Hamid  Ismailov



Hamid Ismailov (1954, Kyrgyzstan) è uno scrittore e giornalista  Uzbeko che ha dovuto lasciare lo Uzbekistan in 1992 per l' Inghilterra, dove ora lavora per il BBC World Service.  Le sue opere sono ancora al bando in Uzbekistan.
Ha pubblicato molti libri anche in russo, francese, tedesco, turco. Tra questi alcuni libri di poesie: Sad, Pustynya, e poesia visuale : Post Faustum, Kniga Otsutstvi, e romanzi come Le Vagabond Flamboyant, Hostage to Celestial Turks, The road to death is bigger than death, e molti  altri.
Il romanzo The Railway ,scritto poco prima di essere costretto ad abbandonare il suo paese, è stato tradotto in inglese da Robert Chandler. Un altro romanzo A poet and Bin Laden, tradotto da Andrew Bromfield è stato pubblicato nel settembre 2012.  ( fonte Wikipedia)




GLI AMANTI DI SAMARCANDA

( in questa poesia zampilla una vecchia canzone )


 Quasi le undici, prima del mezzogiorno,
nel bazar vicino a Boltabay  con i suoi annessi
altoparlanti, il sole ci riscalda appena.
Come la ruota di un carretto  che non ha fretta di andarsene per la strada di Ibodullah lo zingaro,
il tamburello, e dopo questo i cimbali,
i flauti ed il violino,
i cavalli, le selle e le briglie, poi una bellezza  in palanchino
ed una voce che da sotto il velo sussurra...

Respiri nell' aria rovente,
i polmoni pieni dell'aria del flauto,
il lento sferragliare del treno, il naso
ti inizia a prudere per la polvere - il rumore metallico delle ruote
                                             ti segue
o forse è il tamburello, oppure nell'aria immota è il tuo cuore che  prima di fermarsi
fa un toc sordo  e

" Vieni  , vieni da  me , i tuoi  capelli ricci come serpenti , i tuoi occhi bistrati"


Okhun il fornaio accende il forno d'argilla per il pane
                                                        di mezzogiorno
Temur il fabbro   forgia la sua ascia sull'incudine.
Il sole  nell' aria si muove pigramente
finalmente è allo  zenith , e l' ombra via via diventa più corta
così che può nascondersi non sapendo  dove trovare un posto in questa follia.
Sotim il cieco affila il suo coltello
e  nell' ombra scintille  gli sprizzano dalle  mani

Mentre io interrogo il mondo un foglio dopo un altro.

Finalmente la melodia è scritta e la musica si propaga.
Colpisce lo zenith e con un suono, toc,si scontra con il sole,
orfano, di cui nessuno sente il  bisogno, e sembra comprendere
tutta questa inutilità.
Se una nuvola  va poi certo non torna.
La musica per un attimo cala dalle montagne dove
il sole rabbioso, che già ingiallisce poichè batte e ribatte contro il cielo,
e la luna passeggiano per la volta celeste..

La musica è come una fornaia, che a mezzogiorno
se ne sta con l'uomo della casa da tè, Katam il Rosso, lei ha lasciato  il marito,
Sobir la guida,  che è partito  per un lungo viaggio,
e raccoglie le sue gonne , se ne va in fretta dai vicini.

Non c'è nessuno che innaffi le  roventi strade polverose
per dare un po' di respiro alla città.


***   ***   ***

La versione in inglese su http://wordswithoutborders.org/article/lovers-in-samarkand

Blog di Hamid Ismailov : http://www.bbc.co.uk/blogs/worldservice/writerinresidence/hamid_ismailov/

Sito WEB :                      http://www.hamidismailov.com/


Hamid Ismailov























                                 





lunedì 6 agosto 2012

Alcune poesie in Urdu, trad. dall' inglese A. Panciroli




Da un articolo di Raza Rumi , Director Policy and Programs allo Jinnah Institute di Islamabad, (http://jinnah-institute.org/) sul thefridaytimes.com, alcune poesie di lingua Urdu tradotte, molto bene, in inglese:


Phir bhi kaisa sakt haye di Ahmed Faraz, traduzione di David Matthews


In the streets the smell of gunpowder,
Or is it blood that perfumes the air
There is one journey on which
Not the feet but the Heart tires
Everyone's arms are frozen;
Everybody's body is burning

Nelle strade l' odore della polvere da sparo,
oppure è il sangue che profuma l 'aria
Ci sarà  un viaggio in cui non
le tue gambe saranno stanche ma il Cuore 
Tutti hanno le braccia gelate;
Il corpo di tutti sta bruciando.

Un' altra  di Javed Shahin  che  porta The Waste Land di Eliot nel mondo della moderna poesia in lingua Urda:

April is the cruelest of all months
Flowers grow in this month
And the land takes on a new shape

But that is a real old story, For now it is the month of the death of colour and fragrance

and the martyrdom of flower

It is a month of transforming brides into widows
and of taking to the scaffold.



Aprile è il più crudele dei mesi
I fiori crescono in questo mese
e la terra assume nuove forme

Ma questa è la solita vecchia storia. Per ora è il mese della morte del colore e del profumo

E del martirio dei fiori

E' il mese che trasforma in vedove le spose
e  porta i coraggiosi sulla forca.



Widows of Vrindavan - photo image ©Tewfic El-Sawy,  elabor. A Panciroli