domenica 11 settembre 2011

Cile 1973, l'11 settembre che non abbiamo dimenticato




Santiago del Cile, l'11 settembre 1973, con un colpo di Stato le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciano il governo socialista di Salvador Allende, che muore durante l'assedio al palazzo presidenziale, dopo aver gridato attraverso Radio Magallanes le sue ultime parole: “Viva il Cile!, Viva il popolo!, Viva i lavoratori!”.
La giunta militare instaura un regime dittatoriale che resterà al potere per 17 anni, mentre il presidente deposto diviene un'icona, pur non esente da controversie. Il regime di Pinochet non trascura di trasferire nel proprio ricordo, tra le altre cose, omicidi e deportazioni di massa: sono circa diecimila i cileni torturati, e centinaia le migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche è veloce e capillare. A tutto si sostituisce il dominio militare.

( FONTE:  LA STORIA SIAMO NOI http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=681










Nixon ordina alla Cia di fare tutto il possibile «per evitare che Allende assuma il potere». Altre trascrizioni delle conversazioni declassificate riguardano i giorni successivi al golpe dell' 11 settembre 1973. Il 16 settembre Nixon chiede a Kissinger: «La nostra mano è rimasta nascosta?». Kissinger: «Non abbiamo fatto noi il golpe. Li abbiamo aiutati. Abbiamo creato le migliori condizioni possibili. Fossimo ancora ai tempi di Eisenhower saremmo considerati due eroi».

. Approssimativamente 130.000 individui vennero arrestati nei seguenti tre anni, con il numero di "scomparsi" (desparecidos) che raggiunse le migliaia nel giro di pochi mesi. Moltissime di queste persone sono state uccise, alcune lanciate dagli aerei in stato semicomatoso, spesso accompagnati da sacerdoti che "benedicevano" tali atti, altri ancora sono scomparsi nel nulla, cancellati dai registri da un regime che avrebbe voluto eliminare tutte le opposizioni. Fatto ancora accertato è il rapimento dei bambini degli oppositori che venivano affidati a sostenitori del regime.


A Kissinger è stato dato il Nobel per la pace. Per giustizia un  Nobel, postumo, anche ad Osama Bin Laden.

Ciao, ciao.


                                                                        




                                                                      

sabato 10 settembre 2011

So You Say - A poem by Mark Strand -

It is all in the mind, you say,
nothing to do with happiness. The coming of cold,
the coming of heat, the mind has all the time in the world.
You take my arm and say something will happen,
something unusual for which we were always prepared,
like the sun arriving after a day in Asia,
like the moon departing after a night with us.

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E' tutto nella mente, dici,
niente a che fare con la felicità. L'arrivo del freddo
l' arrivo del caldo, la mente ha tutto il tempo che vuoi.
Mi prendi per il braccio e mi dici che qualcosa accadrà,
qualcosa di inusuale per cui siamo sempre stati preparati,
come il sole che giunge dopo un giorno in Asia,
come la luna che svanisce dopo una notte con noi.


http://mark-strand.blogspot.com/



The darkness of  night


He listened her in silence /while a fine rain began to fall / She was so terrible and desiderable / a storms predicting woman / he called her one day / and now the storm was comin' from the sea / carrying an hint  / of seaweed / and bitter loneliness / the darkness of night  on the / emptiness of their lives

/ a storms predicting woman /


Lui la aveva ascoltata in silenzio / mentre una pioggia fine iniziava a cadere / Lei era terribile e desiderabile / una donna che preannuncia tempeste / così l' aveva chiamata un giorno / ed ora la tempesta veniva dal mare /  portava un sentore / di alghe e amara solitudine / il buio della notte sul / vuoto delle loro vite.