martedì 24 gennaio 2012

Billy Collins, FISHING on the SUSQUEHANNA in JULY


                                  I have never been fishing on the Susquehanna...






Frederic Edwin Church, Rapids of the Susquehanna, c. 1846


Non sono stato mai a pescare sul Susquehanna
nè su nessun altro fiume per quel che importa
ad essere sinceri.

Nè in luglio nè in nessun altro mese
ho avuto mai il piacere - sempre che sia un piacere -
di pescare sul Susquehanna.

Mi piace molto di più starmene
in una stanza tranquilla come questa -
il ritratto di una donna sulla parete,

un piatto di mandarini sulla tavola -
cercando di ricreare la sensazione
di pescare sul Susquehanna.

Non c' è alcun dubbio
che altri abbiano mai pescato
sul Susquehanna

remando controcorrente in una barca di legno
infilando i remi nell' acqua
per poi rialzarli e lasciarli sgocciolare alla luce.

Ma la cosa che mi è capitata più vicina
al pescare sul Susquehanna
è stato quando un pomeriggio in un museo di Philadelfia.

ho passato un po' di tempo
davanti ad un dipinto
in cui quel fiume curva e fa un'ansa

sotto un cielo azzurro increspato di nuvole,
un bosco fitto sulle rive,
ed un tizio con una bandana rossa

seduto in una barchetta
verde a fondo piatto
tenendo ben stretta una canna da pesca

che è proprio la cosa che non
mi piace fare, ricordo
di aver detto a me stesso e alla persona vicino a me.

Allora ho sbattuto le palpebre e me ne sono andato
verso altre vedute dell' America,
di fienili , di acque spumeggianti sulle rocce,

e anche di una di quelli lepri
che sembrano così timide e spaventate
da immaginare che scappasse dritta fuori dalla cornice.



Brown Hare Wildlife art painting co.uk.

sabato 21 gennaio 2012

Siamo sempre così lontani dalla natura...

Canestra di frutta, 1596, Michelangelo Merisi da Caravaggio





ERA L'AUTUNNO DELL'UVA




Era l'autunno dell'uva.

Tremava la pergola numerosa.

I grappoli bianchi, velati,

coprivano di rugiada le sue dolci dita,
e la nera uva riempiva

le sue piccole mammelle, colme

di un segreto fiume rotondo.
Il padrone di casa, artigiano
dal magro volto, mi leggeva

il pallido libro terrestre

dei giorni crepuscolari.
La sua bontà conosceva il frutto,

il ramo vitale e il lavoro

della potatura che lascia all'albero

la sua nuda forma di coppa.
Con i cavalli conversava
come con immensi bambini: venivano
dietro lui i cinque gatti
e i cani di quella casa,
gli uni inarcati e lenti,
gli altri correndo pazzamente
sotto i freddi alberi di pesco.

Egli conosceva ogni ramo,

ogni cicatrice degli alberi,

e la sua voce antica m'insegnava

accarezzando i cavalli.


                                                Pablo Neruda







Pochi versi da THE UNTELLING di Mark Strand ( trad. A. Pancirolli)

Sto traducendo una lunghissima poesia di Strand, THE UNTELLING, LA DENARRAZIONE, sul blog
 ci vorrà un po' di tempo, allora ho voluto trascrivere qui intanto solo pochi versi...


THE UNTELLING unica traduzione italiana on line

Ce ne andammo tutti verso il lago, sul prato,
camminavamo senza dire una sola parola. Lontano
dalla casa,  dove gli olmi  ci facevano ombra.
Il sole si alzava, sollevava appena la foschia,  e faceva
risplendere il lago come una lamina chiara avvolta
dalla nebbia. Seduti  guardavamo  l' acqua, poi
ci addormentammo sull' erba. Faceva più freddo.
Il vento scuoteva gli alberi. Restammo sdraiati così a lungo da immaginare
una mano che scostava le foglie cadute dai nostri volti.
Non era ancora autunno...


Early morning fog on Lake Destiny / Greg Stamer





We all went down to the lake, over the lawn,
walking, not saying a word, All the way
from the house, along the shade cast by the elms.
And the sun bore down, lifting the dampness, allowing
the lake to shine like a clear plate sorrounded
by mist. We sat and stared at the water. The air turned colder.
The wind shook the trees. We lay so long we imagined
an hand brushing the fallen leaves from our faces.
But it was not autumn ...

I versi sono tratti da L' uomo che cammina un passo avanti al buio, M. Strand, Poesie 1964-2006, Oscar Mondadori