venerdì 17 febbraio 2012

Oh ragazzi, ma com'è bello il francese (e pure Yves!)








Marilyn Monroe and Yves Montand in
"Let's Make Love", a film of George Cukor, 1960.



Les feuilles mortes (di Jacques Prévert)




Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi

i giorni felici del nostro amore

Com'era più bella la vita

E com'era più bruciante il sole

Le foglie morte cadono a mucchi...

Vedi: non ho dimenticato

Le foglie morte cadono a mucchi

come i ricordi, e i rimpianti

e il vento del nord porta via tutto

nella più fredda notte che dimentica



Vedi: non ho dimenticato

la canzone che mi cantavi


E' una canzone che ci somiglia

Tu che mi amavi e io ti amavo

E vivevamo, noi due, insieme

tu che mi amavi

io che ti amavo

Ma la vita separa chi si ama

piano piano

senza nessun rumore

e il mare cancella sulla sabbia

i passi degli amanti divisi



Le foglie morte cadono a mucchi

e come loro i ricordi, i rimpianti

Ma il mio fedele e silenzioso amore

sorride ancora, dice grazie alla vita

Ti amavo tanto, eri così bella

Come potrei dimenticarti

Com'era più bella la vita

e com'era più bruciante il sole

Eri la mia più dolce amica...


Ma non ho ormai che rimpianti

E la canzone che tu cantavi

la sentirò per sempre.


E' una canzone che ci somiglia

Tu che mi amavi

e io ti amavo

E vivevamo, noi due, insieme

tu che mi amavi

io che ti amavo

Ma la vita separa chi si ama

piano piano

senza nessun rumore

e il mare cancella sulla sabbia

i passi degli amanti divisi.










C'est une chanson
qui nous ressemble

toi qui m'aimais
et je t'aimais
nous vivions tous

les deux ensemble

toi qui m'aimais
moi qui t'aimais

mais la vie separe

ceux qui s'aiment
tout doucement

sans faire de bruit
et la mer
efface sur le sable


les pas
des amants desunis
(Instrumental)

(Recitato)
mais la vie separe ceux qui s'aiment
tout doucement sans faire de bruit

et la mer efface sur le sable
les pas des amants desunis
(Cantato)


mais la vie separe
ceux qui s'aiment
tout doucement

sans faire de bruit
et la mer
efface sur le sable

les pas des amants
desunis

giovedì 16 febbraio 2012

An Exercise in Love , by Diane di Prima

                               for Jackson Allen


My friend wears my scarf at his waists
I give him moonstones
He gives me shell § seaweeds
He comes from a distant city § I meet him
We will plant eggplants § celery together
He weaves me cloth

                   Many have brought the gifts
                   I use for his pleasure
                   silk, § green hills
                   § heron the color of dawn

My friend walks soft as a weaving on the wind
he backlights my dreams
he has built altars beside my bed
I awake in the smell of his air § cannot remember
his name, or my own.




Un amico ha messo la mia sciarpa alla vita
Io gli dono pietre di luna
Lui  conchiglie e alghe marine
Viene da una città lontana ed io lo incontro
Pianteremo insieme melanzane e  sedani
Lui mi ha tessuto una tovaglia


                            Molti mi hanno portato doni
                            che uso per farlo divertire
                            seta, e colline verdi
                            e un airone color dell' aurora


Il mio amico cammina dolcemente  come una tela nel vento
vede controluce i mei sogni
ha costruito altari accanto al mio letto
mi sveglio fra il profumo dei suoi capelli e non posso ricordare
il suo nome, e neanche il mio.









martedì 14 febbraio 2012

Alla Principessa Roukhine, Paul Verlaine, da Poesie, Superbur, a cura di L.Frezza



Alla Principessa Roukhine



dal sito tribalmind.blogspot.composters-at-folies-bergere
   


E' una brutta di Boucher
senza cipria nei capelli
follemente bionda e l 'andatura
venusta da farci uscir di senno.

Ma fra tutti soltanto mia la credo,
quella criniera coperta di baci,
quella cascatella di brace
che mi dà fuoco da capo a piedi.

E mio è, molto più ancora,
simile a una cinta fiammeggiante
che circonda la porta santa,
l' almo, il divino vello d' oro!

E chi potrebbe descrivere quel corpo
se non io, suo cantore e sacerdote,
e suo umile schiavo e suo padrone
pronto a dannarsi senza rimorso,

il caro corpo raro, armonioso,
soave, bianco come  una rosa
bianca, bianco di latte puro, e rosa
come un giglio sotto un cielo acceso?

Cosce belle, seni salienti,
il dorso, le reni, il ventre, una festa
per gli occhi e per le mani  sempre in cerca
e per la bocca e per tutti i sensi?

Piccola, andiamo a vedere se il tuo letto
ha sempre sotto la rossa cortina
il magico guanciale che cammina
e le folli coperte. Oh, al tuo letto!