lunedì 2 dicembre 2013

FONT



Prima preferivo Times New Roman
ma ora preferisco Calibri.
Sperando che dietro un cambio
d'abito
si celi anche un cambio
d'anima
viaggio tra questi giorni
e questi venti
dubitando che il giungere 
infine
si riveli a me congeniale.

Before I preferred Times New Roman
but now I prefer Calibri.
Hoping that behind a change
of suit
hides a change of soul
too
I voyage among these days
and these winds
doubting that landing
at last
befits to me.

Poem by Ipazia

domenica 1 dicembre 2013

JAMES WALDEEN, Hai voluto farmi sapere..., Traduzione A.Panciroli


You wanted me to know, Loreley, perhaps to hurt me, (I do not know if you're successful or not) that you have nothing to say to me ...
The fact is that I, far back, I have nothing to say to anyone.
Maybe even to you.


Hai voluto farmi sapere, Laura, forse per ferirmi, ( non so dire se ci sei riuscita o no) che non hai  nulla da dirmi...
Il fatto è che io, da tempo, non ho più nulla da dire a nessuno.
Forse neppure  a te.
Diciamo che recito, più o meno bene, la parte che un regista ingeneroso e sconosciuto ha voluto affidarmi, su un palcoscenico che da tempo non sento più mio.
E allora recito, discretamente bene lo ammetto, la parte del padre affettuoso e preoccupato, del marito più o meno annoiato , dell'impiegato zelante ed accorto, dell' amico prezioso e fidato, dell' innamorato un po' bolso e noioso che ripete stancamente i suoi inviti, francamente ridicoli.
Hai voluto farmi sapere che non hai nulla dirmi.
Il fatto è che io, da sempre, non ho più nulla da dire a nessuno.

Forse neppure a te.



James Waldeen / Self portrait

sabato 30 novembre 2013

LAST LINES, by Richard Blanco, trad. A. Panciroli


Leggendo la breve poesia di Richard Blanco ( LAST LINES) non manchiamo di rileggere le poesie di Neruda che affiorano tra le righe...






Tiro di nuovo fuori la tua copia del libro di poesie di Neruda che era
ancora sulla mia mensola. Leggo Tus manos, e mi ispira a scrivere
un altra poesia sulle tue mani, che reggono una sigaretta,
e si muovono durante le nostre vecchie conversazioni su Botticelli
o sui Cosmos mentre ci beviamo calici di vino rosso sulla spiaggia
con le conchiglie e le pietre che abbiamo raccolto e messo  sul
davanzale delle finestre come se dovessero crescere più soffici al chiaro di luna.
Leggo Tu risa perché voglio risalire lungo il tuo sorriso fino a
quando non ho avuto bisogno di scrivere della strada che facemmo insieme
nella nostra passeggiata sul lungomare, come se il mare non avesse importanza,
non curandoci del senato di stelle che ci amministra.
Poi giro le pagine ed arrivo alla poesia che hai segnato con un petalo,
piatto come la pagina che lo ha tenuto in serbo e con gli orli ormai consumati,
ma il suo centro è ancora  scarlatto e  vellutato dal desiderio, pressato