giovedì 30 luglio 2015

THE SCHOONER FLIGHT, di Derek Walcott, trad A. Panciroli








Visto l'interesse dimostrato dei nostri lettori per Derek Walcott...:









In viaggio sullo schooner Flight tra le mille isole dei Caraibi, in compagnia del poeta Derek Walcott, tra gabbiani, palme, negri, mulatti, donne misteriose, scogli a fior d'acqua, albe e tramonti, notti oscure, notti stellate, chiar di luna, tempeste, uragani...

L'imbarco è a Carenage, piccola cittadina portuale sull'isola di Trinidad e Tobago.


Adios Carenage


In idle August, while the sea soft,
and leaves of brown islands stick to the rim
of this Caribbean, I blow out the light
by the dreamless face of Maria Concepcion
to ship as a seaman on the schooner Flight.
Out in the yard turning gray in the dawn...

Nel pigro Agosto, quando il mare è calmo
e le foglie di isole marroni si incollano al bordo
di questo Caribe, spengo  la luce
sul viso senza sogni di Maria Concepcion,
da marinaio mi imbarco sullo schooner Flight.
Nel cortile qua fuori già l'alba s'ingrigia,
ero come impietrito , e null'altro si muove
tranne il mare freddo che s'increspa come un tetto ondulato
ed i buchi delle stelle inchiodati sul tetto del cielo,
finchè il vento si alza e s'intreccia tra i rami.
Passo davanti alla vicina noiosa che spazza il cortile
mentre io me ne vado, e a momenti le dico:
" Fai piano, tu, strega, potresti svegliarla, il suo sonno è leggero"
ma la stronza mi guarda attaverso come  fossi già morto.
Le luci accese, un auto a noleggio m'accosta,
Il tassista squadra il bagaglio con un largo sorriso:
"Stavolta, Shabine, ce l'hai quasi fatta"
Non rispondo al cretino, mi sprofondo del tutto
nel sedile di dietro a guardare il cielo che brucia
su Laventille, rosa come la sottoveste
che la mia donna indossava ,e mentre dormiva io l'ho lasciata,
e mentre guardo nello specchietto vedo un uomo
identico a me, e l'uomo piangeva , piangeva
per le case, la strada , per quel cazzo di isola che abbandonava.

sabato 25 luglio 2015

Fernando Pessoa, HORIZONTE,








Ó mar anterior a nós, teus medos
Tinham coral e praias e arvoredos.
Desvendadas a noite e a cerração,
As tormentas passadas e o mistério,
Abria em flor o Longe, e o Sul sidério
'Splendia sobre as naus da iniciação.

Linha severa da longínqua costa -
Quando a nau se aproxima ergue-se a encosta
Em árvores onde o Longe nada tinha;
Mais perto, abre-se a terra em sons e cores:
E, no desembarcar, há aves, flores,
Onde era só, de longe a abstracta linha.

O sonho é ver as formas invisíveis
Da distância imprecisa, e, com sensíveis
Movimentos da esp´rança e da vontade,
Buscar na linha fria do horizonte
A árvore, a praia, a flor, a ave, a fonte -
Os beijos merecidos da Verdade.


Oh mare anteriore a noi, le tue paure
avevano corallo e spiagge e boschi.
Dissolte la notte e la nebbia,
passate le tempeste  e il mistero,
sbocciava in fiore il Lungi , e il Sud sidereo
risplendeva sulle navi dell'iniziazione.

Linea severa della riva lontana -
quando la nave si avvicina la costa si alza
in alberi deve il Lungi  nulla aveva;
da più vicino , la terra s'apre in suoni e colori;
e sbarcando, ci sono uccelli, fiori,
dove, da lontano, vi era solo una linea astratta.

Sognare è vedere le forme invisibili
della distanza imprecisa, e , con sensibili
impulsi di speranza e volontà,
cercare nella fredda linea dell'orizzonte
l'albero, la spiaggia, il fiore, l'uccello, la fonte -
i baci dovuti dalla Verità.



venerdì 24 luglio 2015

A LEUCONOE, Quinto Orazio Flacco, trad. Alessandro Panciroli



              Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
             finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
             temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
             seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,


             quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
            Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
            spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
           aetas: carpe diem, quam minimum credula postero








Non domandare - non è lecito sapere - 
quale sorte gli Dei per noi abbiano in serbo, e non
interrogare gli oroscopi babilonesi. Sopporta al meglio quel che sarà,
sia che ancora ti conceda Giove molti inverni 

 o che questo sia l'ultimo inverno che frange il mare Tirreno
 sugli scogli : sii saggia, versati  del vino e lascia
 ogni speranza. Parliamo e già il tempo  sfugge
 invidioso: cogli  l'attimo, non rimane poi molto ancora.