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venerdì 5 ottobre 2018

DEREK WALCOTT, da The Schooner Flight, The Flight Anchors in Castries Harbor, rad: A.Panciroli




The Flight Anchors in Castries Harbor

When the stars self were young over Castries,
I loved you alone and I loved the whole world. 
What does it matter that our lives are different?
Burdened with the loves of our different children? 
When I think of your young face washed by the wind 
and your voice that chuckles in the slap of the sea? 
The lights are out on La Toc promontory,
except for the hospital. Across at Vigie
the marina arcs keep vigil. I have kept my own
promise, to leave you the one thing I own,
you whom I loved first: my poetry.
We here for one night. Tomorrow, the Flight will be gone.






















La Flight all'ancora nel porto di Castro

Quando anche le stelle erano giovani nel cielo di Castro.
Amavo solo te ed amavo il mondo intero.
Cosa importa che le nostre vite siano differenti?
Gravati dall'amore dei nostri figli differenti?
Quando penso al tuo giovane viso lavato dal vento
ed alla tua voce che ride ironica sotto lo schiaffo del mare?
Le luci sono spente sul promontorio di La Toc,
tranne  che per l'ospedale. Oltre Vigie
vigilano gli archi del porticciolo.  Ho mantenuto la mia
promessa, lasciarti  la sola cosa che possiedo,
a te che per primo ho amata: la mia poesia.
Noi qui per una notte. Domani, la goletta Flight sarà partita.




martedì 21 marzo 2017

DEREK WALCOTT, THE SCHOONER FLIGHT, trad. Alessandro Panciroli

,

DEREK WALCOTT

ci ha lasciato qualche giorno fa ma navigherà sempre nei versi di

THE SCHOONER FLIGHT nella bella traduzione di  Alessandro  Panciroli....





Shabine leaves the Repubblic..

mercoledì 11 maggio 2016

DEREK WALCOTT, Adios Carenage..., da THE SCHOONER FLIGHT, trad, A.Panciroli



1 Adios, Carenage.



Nel pigro Agosto, quando il mare è calmo
e le foglie delle isole marroni si incollano sul bordo
di questo Caribe, spengo  la luce
sul viso senza sogni di Maria Concepcion,
da marinaio mi imbarco sullo schooner Flight.
Nel cortile qua fuori già l'alba s'ingrigia,
sono come impietrito , e null'altro si muove
tranne il mare freddo che s'increspa come un tetto ondulato
ed i buchi delle stelle inchiodati sul tetto del cielo,
finchè il vento si alza e s'intreccia tra i rami.
Passo davanti alla vicina noiosa che spazza il cortile
mentre io me ne vado, e a momenti le dico:
" Fai piano, tu, strega, potresti svegliarla, il suo sonno è leggero"
ma la stronza mi guarda attaverso come  fossi già morto.
Le luci accese, un ' auto a noleggio m'accosta,
Il tassista squadra il bagaglio con un largo sorriso:
"Stavolta, Shabine, ce l'hai quasi fatta".
Non rispondo al cretino, mi sprofondo del tutto
nel sedile di dietro a guardare il cielo che brucia
su Laventille, rosa come la sottoveste
che la mia donna indossava ,e mentre dormiva io l'ho lasciata,
e mentre guardo nello specchietto vedo un uomo
identico a me, e l'uomo piangeva , piangeva
per le case, la strada , per quel cazzo di isola che abbandonava.




















BY DEREK WALCOTT
1 Adios, Carenage

In idle August, while the sea soft, 
and leaves of brown islands stick to the rim   
of this Caribbean, I blow out the light   
by the dreamless face of Maria Concepcion   
to ship as a seaman on the schooner Flight.   
Out in the yard turning gray in the dawn,   
I stood like a stone and nothing else move   
but the cold sea rippling like galvanize   
and the nail holes of stars in the sky roof,   
till a wind start to interfere with the trees.   
I pass me dry neighbor sweeping she yard   
as I went downhill, and I nearly said: 
“Sweep soft, you witch, ’cause she don’t sleep hard,”   
but the bitch look through me like I was dead.   
A route taxi pull up, park-lights still on.   
The driver size up my bags with a grin:   
“This time, Shabine, like you really gone!” 
I ain’t answer the ass, I simply pile in   
the back seat and watch the sky burn   
above Laventille pink as the gown 
in which the woman I left was sleeping, 
and I look in the rearview and see a man   
exactly like me, and the man was weeping 
for the houses, the streets, that whole fucking island.

sabato 12 marzo 2016

Derek Walcott, da EGRETTE BIANCHE, In Italia, IV, trad.A. Panciroli




 Da  un poeta " caraibico" come Walcott una visione al tempo stesso classica ed originale dell' Italia...


Roads shouldered by enclosing walls with narrow
cobbled tracks for streets, those hill towns with their
stamp-sized squares and a sea pinned by the arrow
of a quivering horizon, with names that never wither
for centuries and shadows that are the dial of time. Light
older than wine and a cloud like a tablecloth
spread for lunch under the leaves. I have come this late
to Italy, but better now, perhaps, than in youth
that is never satisfied, whose joys are treacherous,
while my hair rhymes with those far crests, and the bells
of the hilltop towers number my errors,
because we are never where we are, but somewhere else,
even in Italy. This is the bearable truth
of old age; but count your benedictions—those fields
of sunflowers, the torn light on the hills, the haze
of the unheard Adriatic—while the day still hopes
for possibility, cloud shadows racing the slopes.


















Le strade  fiancheggiate da alte mura con gli stretti
vicoli acciotolati, e quei paesi sulle colline
con francobolli di piazze e un mare inchiodato dalla freccia
di un tremulo orizzonte, con nomi che non appassiscono
nei secoli e ombre che sono il quadrante del tempo. Una luce
più vecchia del vino  e una nube come una tovaglia
stesa per pranzo sotto le foglie . Sono venuto tardi
in Italia, ma meglio ora, forse, che in gioventù ,
in quella età mai soddisfatta e dalle gioie traditrici,
mentre ora i miei capelli rimano con quelle creste distanti
e sulle colline le campane contano i miei errori
perchè non siamo mai dove siamo, ma altrove,
anche in Italia. Questa è la verità  sopportabile
della vecchiaia; eppure sei stato un uomo fortunato: quei campi
di girasoli, la luce indecisa sulle colline,  la foschia
dell' inudibile Adriatico, mentre il giorno  spera ancora
in una possibilità,e  ombre di nubi scorrono sui pendii.



martedì 16 febbraio 2016

da EGRETTE BIANCHE, Derek Walcott, traduzione Matteo Campagnoli, This page is a cloud...


                 This page is a cloud





This page is a cloud between whose fraying edges
a headland with mountains appears brokenly
then is hidden again until what emerges
from the now cloudless blue is the grooved sea
and the whole self-naming island, its ochre verges,
its shadow-plunged valleys and a coiled road
threading the fishing villages, the white, silent surges
of combers along the coast, where a line of gulls has arrowed
into the widening harbour of a town with no noise,
its streets growing closer like a print you can now read,
two cruise ships, schooners, a tug, ancestral canoes,
as a cloud slowly covers the page and it goes
white again and the book comes to a close.






























Questa pagina è una nuvola tra i cui margini sfilacciati
appare a squarci un promontorio con le montagne
poi scompare di nuovo finché ciò che emerge
dall' azzurro ormai sgombro è il mare scanalato
e l' intera isola che si nomina da sé, i suoi bordi ocra,
le valli immerse nell' ombra e una strada tortuosa
che infila i villaggi, le ondate bianche e silenziose
dei frangenti lungo la costa, dove una fila di gabbiani sfreccia
verso il porto che si amplia in una città senza rumori,
le sue strade si avvicinano come caratteri che adesso 
                                                                 riesci a leggere,
due navi  da crociera, golette, un rimorchiatore, canoe ancestrali,
mentre la pagina  è coperta lentamente da una nube
e torna bianca e il libro si chiude.

giovedì 14 gennaio 2016

DEREK WALCOTT, The morning moon, La luna mattutina, (da Sea Grapes ,1976), traduzione A.Panciroli



















La luna mattutina


Ancora stregato dal ciclo della luna
che a vele spiegate corre
oltre il dorso di balena in agguato della Morne Coco Mountain,
resto senza respiro per il suo sano chiarore.

Dicembre è all'inizio,
la brezza rinfresca la pelle a questa terra
la pelle d'oca dell'acqua,
e vedo il tuffo azzuro

delle ombre giù dallla Morne Coco Mountain,
la meridiana di Dicembre,
e sono felice  che la terra cambi ancora,,
che la luna piena possa accecarmi

con la sua fronte
in questo scintillante mattino,
e che  sottili ramoscelli di bianco spuntino
dalla mia barba.



The morning moon 

Still haunted by the cycle of the moon
racing full sail
past the crouched whale’s back of Morne Coco Mountain,
I gasp at her sane brightness.


It’s early December,
the breeze freschens the skin of this earth
the goose-skin of water,
and I notice the blue plunge

of shadows down Morne Coco Mountain,
Dicember’s sundial,
happy that the earth is still changing,
that the full moon can blind me

with her forehead
this bright foreday morning,
and that fine sprigs of white are springing
from my beard.





giovedì 12 novembre 2015

da Omeros, di Derek Walcott, LIbro sesto,capitolo XLIV,traduzione Alessandro Panciroli


Dalla introduzione ad Omeros, su Adelphi:



Risvolto
Molti hanno detto, senza tema di smentita, che i nostri tempi non sono adatti alla forma del poema epico. Poi un giorno è arrivato Derek Walcott con il suo Omeros, dove, con sfrontata duttilità e profusione di immagini, viene cantato un arcipelago che è come un continente, in delicato contrappunto con l’epos omerico. Omeros, aedo del tempo presente, racconta la storia di due pescatori, Ettore e Achille, innamorati della stessa donna, Elena, sensuale cameriera di un hotel di Saint Lucia, piccola isola sovrastata da due coni vulcanici, al centro del Mar dei Caraibi. E ogni personaggio, anche quelli di contorno, è come avvolto in un’aura luminosa che scaturisce sia dalla felice irruenza metaforica del linguaggio di Walcott, sia dal carisma di nomi, gesti e pensieri che riecheggiano, non senza venature ironiche, quelli dei corrispettivi eroi omerici.
Ma Omeros racconta anche la storia di un tradimento: l’isola, a lungo contesa dagli imperi rivali di Francia e Gran Bretagna, è stata infine consegnata ai turisti; ma se Ettore, un tempo capace di intagliare una canoa nel cedro, è diventato un tassista, Achille, fedele all’arte dei padri, glorifica la presenza del mare nella storia della tribù. E su tutto veglia, pietosa, la poesia, che contempla l’umiliazione imposta all’uomo dalla volgarità dei tempi e lo riscatta.
Omeros è apparso per la prima volta nel 1990.

 

 


Da Omeros, di Derek Walcott, 

LIbro sesto,capitolo XLIV,







II

I smelt the leaves threshing at the top of the year   
in green January over the orange villas   
and military barracks where the Plunketts were,

the harbour flecked by the wind that comes with Christmas,   
edged with the Arctic, that was christened Vent Noël;   
it stayed until March and, with luck, until Easter.

It freshened the cedars, waxed the laurier-cannelle,   
and hid the African swift. I smelt the drizzle
on the asphalt leaving the Morne, it was the smell

of an iron on damp cloth; I heard the sizzle   
of fried jackfish in oil with their coppery skin;
I smelt ham studded with cloves, the crusted accra,

the wax in the varnished parlour: Come in. Come in,   
the arm of the Morris chair sticky with lacquer;   
I saw a sail going out and a sail coming in,

and a breeze so fresh it lifted the lace curtains   
like a petticoat, like a sail towards Ithaca;   
I smelt a dead rivulet in the clogged drains.











L' anno iniziava e già sentivo il profumo delle foglie raccolte
nel verde gennaio sulle ville arancioni
e sulla caserma dei soldati dove stavano i Plunketts,

il porto sferzato da quel vento che arriva a Natale,
che sfiora il Polo, che è stato battezzato Vent Noel; e
durava fino a marzo e fino a Pasqua, se sei fortunato.

Il vento rinfrescava i cedri, faceva crescere gli alberi della cannella
e sparire il rondone africano. Sentivo l'odore della pioggia
sull'asfalto lasciando la Morne, era l'odore

di un ferro da stiro su un vestito bagnato; sentivo lo sfrigolare
del luccio fritto nell'olio con la sua pelle ramata;
sentivo il profumo del prosciutto tempestato di aglio, della accra incrostato,

della cera nel salotto verniciato: entra. Entra,
i braccioli della  vecchi apoltrona  umidi di lacca;
vidi una vela andarsene , una vela rientrare,

e una brezza così fresca da sollevare le tende di pizzo
come una sottogonna, come una vela verso Itaca:
sentiì un rigagnolo di morte nelle grondaie intasate.

domenica 13 settembre 2015

CORAL di Derek Walcott, trad. A. Panciroli


                                     CORAL di DEREK Walcott

                                              traduzione di Alessandro Panciroli










This coral's shape ecohes the hand
It hollowed. Its

Immediate absence is heavy. As pumice,
As your breast in my cupped palm.

Sea-cold, its nipple rasps like sand,
Its pores, like yours, shone with salt sweat.

Bodies in absence displace their weight,
And your smooth body, like none other,

Creates an exact absence like this stone
Set on a table with a whitening rack

Of souvenirs. It dares my hand
To claim what lovers' hands have never known:

The nature of the body of another.



La forma di questo corallo rievoca la mano
che lo ha scolpito. La sua

immediata assenza è pesante. Come pomice,
come il tuo seno nella coppa delle mie mani.

Freddo di mare, il suo capezzolo raspa come sabbia,
I suoi pori, come i tuoi, brillavano di sudore salato.

I corpi nell' assenza perdono peso
ed il tuo corpo levigato, come quello di nessun altra.

crea un' assenza esatta come questa pietra
posata sul tavolo insieme alla lunga fila

di ricordi che svaniscono. Ed essa  sfida la mia mano
a reclamare ciò che le mani degli amanti non hanno mai conosciuto:

la natura del corpo dell'altro.

domenica 6 settembre 2015

DEREK WALCOTT, Time, that gnaws at bronze lions and dolphins, trad, A.Panciroli


                     Time, that gnaws at bronze lions and dolphins




Time, that gnaws at bronze lions and dolphins.


























Time, that gnaws at bronze lions and dolphins
that shrivels fountains, had,exhausted him;
a cupola in Milan exhaled him like incense,
Abruzzi devoured him, Firenze spat him out,
Rome chewed his arm and flung it over her shoulder
for the rats in the catacombs; Rome took his empty eyes
from the sockets of the Colosseum. Italy ate him.
Its bats at vespers navigated her columns
with an ancient elation, a hand in San Marco’s font
aspersed him with foul canal water, then bells
tossed their heads like bulls, and their joy
rattled the campaniles, as innumerable pigeons
settled on the square of his forehead, his kidneys
were served in a modest hotel in Pescara,
a fish mimicked his skeleton in salty Amalfi
until after a while there was nothing left of him
except this: a name cut on a wall that soon
from the grime of indifference became indecipherable.




Il tempo, che corrode i leoni di  e i delfini di bronzo,
che prosciuga fontane, lo aveva esaurito;
una cupola a Milano lo esalò come incenso,
L'Abruzzo lo divorò, Firenze lo sputò fuori,
Roma gli morse il braccio e lo scagliò a capofitto
fra i ratti nelle catacombe; Roma strappò  i suoi occhi vuoti
dalle orbite del Colosseo. L'Italia se lo mangiò 
I suoi pipistrelli al vespro lo condussero  alle sue colonne
con un antico entusiasmo, una mano nel fonte di San Marco
lo asperse con l'  acqua nauseabonda di un canale , poi  le campane
scrollarono  le teste come tori, la loro gioia
scosse i campanili, mentre gli  innumerevoli piccioni
si posarono sulla piazza di fronte a lui,  i suoi reni
furono serviti in un modesto albergo  di Pescara,
un pesce imito  il suo scheletro nella salata Amalfi
fino a quando dopo un po' di lui non rimase più nulla
tranne questo: un nome scolpito su un muro che presto
la sporcizia dell'indifferenza rese indecifrabile.

domenica 30 agosto 2015

Bleecker Street, Summer by Derek Walcott : The Poetry Foundation, trad. A. Panciroli

                      Bleecker Street, Summer by Derek Walcott : The Poetry Foundation


Summer for prose and lemons, for nakedness and languor,
for the eternal idleness of the imagined return,
for rare flutes and bare feet, and the August bedroom
of tangled sheets and the Sunday salt, ah violin!



Estate per  prosa e limoni, per nudità e languore,
per l'eterna pigrizia dell' immaginato ritorno,
per flauti rari ed i piedi scalzi, e in agosto la stanza da letto
di lenzuola stropicciate e di sale della domenica, ah violino!

Quando spremo i tramonti estivi,  è un mese
di fisarmoniche di strada e irrigatori che
bagnano la polvere, piccole ombre che si allontanano.

E' l'inizio e la fine della musica, Italia mia, su Bleecker,
ciao, Antonio,  e le grida d'acqua dei bambini
stracciano  il cielo colorato di rosa in ruscelli di carta;
è il crepuscolo nelle narici e nell'odore dell'acqua
lungo strade piene di rifiuti che non portano acqua
ed in mente un raduno di isole e limoni.

E questo è l'Hudson, come un mare ardente.
Ti spoglierei  nella torrida estate
e riderei e asciugherei la tua carne bagnata se mai verrai.



Ma vedi anche la traduzione. di Matteo Cioli:

L’estate per la prosa e i limoni, per la nudità e il languore,
per l’eterna indolenza del ritorno immaginato,
per i rari flauti e i piedi scalzi, e la stanza da letto in agosto
dalle lenzuola arruffate e il sale della domenica, ah violini!

‘Quando premo i crepuscoli estivi insieme, è
un mese di fisarmoniche di strada e spruzzatori
che adagiano la polvere, piccole ombre che fuggono da me.


E’ musica che si apre e si chiude, Italia mia, su Bleecker,
ciao, Antonio, e le grida d’acqua dei bambini
che strappano il cielo rosa in rivoli di carta;
è il crepuscolo nelle narici e nell’odore dell’acqua
lungo strade imbrattate che non ti portano all’acqua,
e isole e limoni raccolti nella mente.

‘Laggiù c’è l’Hudson, in fiamme come il mare.
Ti spoglierei nell’afa estiva, e riderei e asciugherei
la tua pelle bagnata se mi venissi a trovare.



*



sabato 22 agosto 2015

Night In The Gardens Of Port Of Spain - Poem by Derek Walcott, trad. Alessandro Panciroli




                              Night In The Gardens Of Port Of Spain


from National Geographic



Night, the black summer, simplifies her smells
into a village; she assumes the impenetrable

musk of the negro, grows secret as sweat,
her alleys odorous with shucked oyster shells,

coals of gold oranges, braziers of melon.
Commerce and tambourines increase her heat.

Hellfire or the whorehouse: crossing Park Street,
a surf of sailor's faces crest, is gone

with the sea's phosphoresence; the boites-de-nuit
tinkle like fireflies in her thick hair.

Blinded by headlamps, deaf to taxi klaxons,
she lifts her face from the cheap, pitch oil flare

toward white stars, like cities, flashing neon,
burning to be the bitch she must become.

As daylight breaks the coolie turns his tumbril
of hacked, beheaded coconuts towards home.


La notte, nera estate, semplifica i suoi odori
in un villaggio; assume l'impenetrabile afrore

muschiato del negro, diventa segreta come  sudore,
i suoi vicoli sanno di  gusci d'ostriche sgusciati.

di braci d'arance dorate, di bracieri di meloni.
Commerci e tamburelli  la rendono più calda.

Fuoco infernale o forse il bordello, un'onda di
facce da marinaio s'infrange traversando Park Street,

se ne va  con la fosforescenza del mare, le boites de nuit (1)
come lucciole risplendono nell'intrico dei suoi capelli.

Accecata dai fanali , sorda ai clacson dei taxi,
solleva il volto dalla volgare  fiamma del petrolio

verso  stelle bianche come città,verso il bagliore dei neon,
bruciando dalla voglia di essere la puttana che diventerà.

Al sorgere del sole, il coolie volge verso casa
il suo carretto di noci di cocco tagliate con l'accetta.


 ____________________________________________________

(1) Night club


                                                              Traduzione di Alessandro Panciroli





domenica 9 agosto 2015

Derek Walcott, MIDSUMMER- TOBAGO, Trad. Alessandro Panciroli







                                  

  

                                             MIDSUMMER TOBAGO


Broad sun-stoned beaches

White heat.
A green river.

A bridge,
scorched yellow palms

from the summer-sleeping house
drowsing through August.

Days I have held,
days I have lost,

days that outgrow, like daughters,
my harbouring arms.



Vaste spiagge strafatte dal sole

Calor bianco
Un fiume verde

Un ponte
palme gialle bruciate

dal capanno sulla spiaggia

sonnecchiavo  tutto Agosto

Giorni che ho fermato
giorni che ho perduto

giorni che oltrepassano ,come  figlie,
il porto delle mie braccia.












giovedì 30 luglio 2015

THE SCHOONER FLIGHT, di Derek Walcott, trad A. Panciroli








Visto l'interesse dimostrato dei nostri lettori per Derek Walcott...:









In viaggio sullo schooner Flight tra le mille isole dei Caraibi, in compagnia del poeta Derek Walcott, tra gabbiani, palme, negri, mulatti, donne misteriose, scogli a fior d'acqua, albe e tramonti, notti oscure, notti stellate, chiar di luna, tempeste, uragani...

L'imbarco è a Carenage, piccola cittadina portuale sull'isola di Trinidad e Tobago.


Adios Carenage


In idle August, while the sea soft,
and leaves of brown islands stick to the rim
of this Caribbean, I blow out the light
by the dreamless face of Maria Concepcion
to ship as a seaman on the schooner Flight.
Out in the yard turning gray in the dawn...

Nel pigro Agosto, quando il mare è calmo
e le foglie di isole marroni si incollano al bordo
di questo Caribe, spengo  la luce
sul viso senza sogni di Maria Concepcion,
da marinaio mi imbarco sullo schooner Flight.
Nel cortile qua fuori già l'alba s'ingrigia,
ero come impietrito , e null'altro si muove
tranne il mare freddo che s'increspa come un tetto ondulato
ed i buchi delle stelle inchiodati sul tetto del cielo,
finchè il vento si alza e s'intreccia tra i rami.
Passo davanti alla vicina noiosa che spazza il cortile
mentre io me ne vado, e a momenti le dico:
" Fai piano, tu, strega, potresti svegliarla, il suo sonno è leggero"
ma la stronza mi guarda attaverso come  fossi già morto.
Le luci accese, un auto a noleggio m'accosta,
Il tassista squadra il bagaglio con un largo sorriso:
"Stavolta, Shabine, ce l'hai quasi fatta"
Non rispondo al cretino, mi sprofondo del tutto
nel sedile di dietro a guardare il cielo che brucia
su Laventille, rosa come la sottoveste
che la mia donna indossava ,e mentre dormiva io l'ho lasciata,
e mentre guardo nello specchietto vedo un uomo
identico a me, e l'uomo piangeva , piangeva
per le case, la strada , per quel cazzo di isola che abbandonava.

domenica 28 luglio 2013

BECUNE POINT, II , by Derek Walcott


Becune Point, by D. Walcott



BECUNE POINT, II


The incredible blue with its bird-inviting cloud,
in which there are crumbling towers, banners and domes,

and the sliding Carthage of sunsets, the marble shroud
drawn over associations that are Greece’s and Rome’s

and rarely of Africa. They continue at sixty-seven
to echo in the corridors of the head, perspectives

of a corridor in the Vatican that led, not to heaven,
but to more paintings of heaven, ideas in lifted sieves

drained by satiety because great art can exhaust us,
and even the steadiest faith can be clogged by excess,

the self-assured Christs, the Madonnas’ inflexible postures
without the mess of motherhood. With this blue I bless

emptiness where these hills are barren of tributes
and the repetitions of power, our sky’s naive

ceiling without domes and spires, an earth whose roots
like the thorned acacia’s deepen my belief







L'incredibile blu e per gli uccelli il sicuro invito di una nuvola,
con le sue torri pericolanti, e gonfaloni e cupole,

e la scivolosa Cartagine dei tramonti, il sudario di marmo
steso su associazioni che appartengono a Grecia e Roma

e raramente all' Africa. A sessantasette anni continuano
a rimbombarmi nei corridoi della testa, prospettive

di un corridoio in Vaticano che conduce, non in Cielo,
ma ad altri dipinti del Cielo, idee in un setaccio alzato

scolato dalla sazietà perché la grande arte può logorarci,
ed anche la fede più costante può essere intasata dall'eccesso,

i Cristi troppi sicuri di sè, le inflessibili posture della Madonna
senza il caos della maternità. Con questo blu io benedico

il vuoto dove queste colline sono aride di riconoscimenti
e le ripetizioni del potere, la base delle nubi del nostro cielo

ingenuo senza cupole e guglie, una terra le cui radici,
come quelle delle acacie spinose, rinforzano la mia fede.

sabato 27 luglio 2013

Becune Point by Derek Walcott










In an interview with Rose Styron in 1997, Derek Walcott described the place where he lives in St. Lucia as “here . . . near the sea, up at Becune Point.” Becune Point juts out to sea at the northwest tip of St. Lucia. It is open to the sea on three sides and looks out to Pigeon Island and the ghosts of St. Lucian history Walcott unearthed through Major Plunkett’s dreams of a soldier ancestor stationed at Pigeon Island during the Battle of the Saintes. The house in which he lives was purchased shortly after his being awarded the Nobel Prize. As Hilton Als described it in the New Yorker in 2004:

Walcott’s house is actually three houses resting on a bluff above the sea. There’s the main house, where he and Sigrid eat and sleep; his studio; and another little house, for guests. At the center of the structures is a white lap pool. The interior of the main house is dark, and the rooms are like cabins on a ship. There are couches and bookcases. Walcott’s studio has a loft with a bed. On the lower level, where he works, some of his paintings are stacked on the floor or tucked into big wooden flat files. His manual typewriter, an Olivetti, faces the sea. Sigrid told me, “When Derek won the prize, he said, ‘Quick, find a house!’ He never really owned much of anything before.”





We set out to walk to Becune Point, looking for the spot from which Walcott had painted his beautiful watercolors of the Point-that “incredible blue with its bird-inviting cloud” as he writes in Omeros. We started our walk at the old Great House at Cap Estate, formerly a 1,500 acre plantation now subdivided into lots for luxury homes. Next to the house (now a restaurant) stands the open-air Derek Walcott Center Theater.


We made our way down the hill past a housing development , heading towards the sea and the Point. A young man on horseback pointed us in the direction of the water, where, as if in a vision, we found the horses Walcott describes in his St. Lucian epic....

Questa introduzione è presa da REPEATING ISLANDS http://repeatingislands.com/2009/03/24/derek-walcott-and-becune-point/




Becune Point
BY DEREK WALCOTT

Stunned heat of noon. In shade, tan, silken cows
hide in the thorned acacias. A butterfly staggers.
   
Stamping their hooves from thirst, small horses drowse
or whinny for water. On parched, ochre headlands, daggers

of agave bristle in primordial defense,
like a cornered monster backed up against the sea.

A mongoose charges dry grass and fades through a fence
faster than an afterthought. Dust rises easily.

Haze of the Harmattan, Sahara dust, memory’s haze
from the dried well of Africa, the headland’s desert

or riders in swirling burnooses, mixed with the greys
of hills veiled in Impressionist light. We inherit
 
two worlds of associations, or references, drought
that we heighten into Delacroix’s North Africa,

veils, daggers, lances, herds the Harmattan brought
with a phantom inheritance, which the desperate seeker

of a well-spring staggers in the heat in search of—
heroic ancestors; the other that the dry season brings

is the gust of a European calendar, but it is the one love
that thirsts for confirmations in the circling rings

of the ground dove’s cooing on stones, in the acacia’s
thorns and the agave’s daggers, that they are all ours,

the white horsemen of the Sahara, India’s and Asia’s
plumed mongoose and crested palmtree, Benin and Pontoise.

We are history’s afterthought, as the mongoose races
ahead of its time; in drought we discover our shadows,

our origins that range from the most disparate places,
from the dugouts of Guinea to the Nile’s canted dhows.






Stupefatta arsura del mezzogiorno. Nell'ombra, mucche pezzate dal serico mantello
si nascondono tra le acacie spinose. Vacilla una farfalla.

Pestando gli zoccoli per la sete, cavallini sonnecchiano
o nitriscono per l'acqua. Sui promontori riarsi, color d'ocra, gli aculei

delle agavi si rizzano in primordiale difesa,
come un mostro con le spalle al muro appoggiato contro il mare.

Una mangusta ruba un poco d' erba secca  e svanisce traverso uno steccato
più veloce di un riflesso. Polvere si alza indifferente.

Foschia dell' Harmattan, polvere del Sahara, foschia della memoria
dai pozzi prosciugati d'Africa, il deserto del promontorio

o cavalieri in mantelli volteggianti, confusi con i grigi
delle colline velate da una luce Impressionista. Noi ereditiamo

due mondi di associazioni, o di riferimenti, la siccità
che esasperiamo nel Nord Africa di Delacroix,

e le vele,i  pugnali,le lance, che raduna il vento di Harmattan portato
con irreale retaggio, in cui il cercatore disperato

di una fresca sorgente barcolla nella calura alla ricerca di --
eroici antenati; l' altra cosa che la stagione secca porta

è la raffica di  un calendario Europeo, ma è il solo amore
che ha sete di conferme negli anelli volteggianti

del tubare delle tortore  sulle rocce, tra le spine
delle acacie e gli aculei delle agavi, e sono tutti nostri,

i bianchi cavalieri del Sahara, la mangusta pelosa e
la palma crestata d'India e d'Asia, Benin e Pontoise.

Siamo il riflesso della storia, come la mangusta corre
in anticipo sui tempi; nella siccità scopriamo le nostre ombre,

le nostre origini che spaziano dai luoghi più diversi,
dalle piroghe della Guinea al curvo sambuco del Nilo.



martedì 2 luglio 2013

THE SCHOONER FLIGHT di Derek Walcott, traduzione di Alessandro Panciroli



















1 Adios, Carenage.


Nel pigro Agosto, quando il mare è calmo
e le foglie delle isole marroni si incollano al bordo
di questo Caribe, spengo  la luce
sul viso senza sogni di Maria Concepcion
da marinaio mi imbarco sullo schooner Flight.
Nel cortile qua fuori già l'alba s'ingrigia,
sono come impietrito , e null'altro si muove
tranne il mare freddo che s'increspa come un tetto ondulato
ed i buchi delle stelle inchiodati sul tetto del cielo,
finchè il vento si alza e s'intreccia tra i rami.
Passo davanti alla vicina noiosa che spazza il cortile
mentre io me ne vado, e a momenti le dico:
" Fai piano, tu, strega, potresti svegliarla, il suo sonno è leggero"
ma la stronza mi guarda attaverso come  fossi già morto.
Le luci accese, un ' auto a noleggio m'accosta,
Il tassista squadra il bagaglio con un largo sorriso:
"Stavolta, Shabine, ce l'hai quasi fatta".
Non rispondo al cretino, mi sprofondo del tutto
nel sedile di dietro a guardare il cielo che brucia
su Laventille, rosa come la sottoveste
che la mia donna indossava ,e mentre dormiva io l'ho lasciata,
e mentre guardo nello specchietto vedo un uomo
identico a me, e l'uomo piangeva , piangeva
per le case, la strada , per quel cazzo di isola che abbandonava.

Gesù, abbi pietà di tutte le cose che dormono
di quella carogna di cane in  Wrighston Road,
fino a quando io stesso fui un cane in queste strade;
se amare queste isole deve essere il mio fardello,
la mia anima  prenderà  il volo lontana da ogni male.
Ma cominciano già ad avvelenarmi l'anima
con le loro grandi ville, grandi auto, la grande corruzione,
schiavi, negri, creoli francesi e siriani,
e allora fuggo, fuggo da loro e dai loro carnevali -
mi faccio un bagno al mare, solo per la mia strada.
Conosco queste isole da Monos a Nassau,
un marinaio roscio dagli occhi verde mare
che hanno soprannominato Shabine, così  loro chiamano
i mulatti ,ed io , Shabine, ho  visto
questi bassifondi dell' impero quando erano un vero paradiso.
Sono solo un mulatto che ama il mare,
ho avuto una sana educazione coloniale
ho in me qualcosa dell' Olandese, del negro e dell' Inglese,
ed io non sono nessuno, o sono una Nazione.

Ma Maria Concepcion era il mio solo pensiero
mentre guardavo il mare ondeggiare su e giù
e le prue  dei dory, degli schooner, degli yacht
erano di nuovo dipinte  dalle pennellate del sole
che  indicavano il suo nome ad ogni riflesso;
sapevo che quando la sera dagli scuri capelli avesse indossato
la  seta luminosa del tramonto, e piegando il mare,
avesse camminato di nascosto sotto la vela con una risata piene di stelle,
allora non ci sarebbe quiete, non avrei potuto scordarla.
E' come parlare delle resurrezione a chi piange un defunto
attorno ad una tomba, loro vogliono indietro il morto,
così sorrido a me stesso quando la cima di prua  si scioglie
ed il Flight dondola verso l'alto mare: " Non si usa ripetere
che il mare ha più pesce. Io non voglio che lei
si vesta nella luce asessuata di un serafino,
voglio i suoi occhi tondi marroni da scimmietta, e
fino a giorno quando potrò appoggiarmi e ridere,
quegli artigli che mi solleticano la schiena  sudata
la domenica pomeriggio, come un granchio sulla sabbia bagnata."

Mentre lavoro, guardando le onde putride seguire
dietro la prua che taglia il mare come una forbice,
giuro a voi tutti, sul latte di mia madre,
sulle stelle che voleranno via dalla fornace di questa notte,
che li ho amati, ho amato i miei figli, mia moglie, la mia casa;
li ho amati come i poeti amano la poesia
che li uccide, così come i marinai affogati amano il mare.

Hai mai cercato da una qualche spiaggia solitaria
di vedere uno schooner lontano? Bene, quando scriverò
questa poesia, ogni frase si impregnerà di sale;
disegnerò , annoderò i miei versi stretti come
le cime in queste manovre; con semplici parole
la mia lingua comune sarà  il vento,
le mie pagine saranno le vele di questa goletta.
Ma lasciatemi dire come questo affare ebbe inizio.


2 Estasi degli abissi

Wiskey di contrabbando per O' Hara, tutto mani in pasta col governo
tra Cedros e l'America Spagnola, così eravamo al sicuro dalla Guardia Costiera
e con le piroghe spagnole ci incontravamo sempre a metà strada,
ma una voce continuava a dirmi: " Shabine, vedi questo affare
di giocare ai pirati?" Bè, detto e fatto!
Fine del mercato. Ed anche io sono finito per una donna,
per i suoi pizzi e i suoi merletti, Maria Concepciòn.
Ahimè, la prossima cosa che vengo a sapere, è che una qualche Commissione di Inchiesta era in corso per condurre un gran quiz,
dove lui stesso era il capo degli investigatori.
Bene, sapevo dannatamente bene chi sarebbero stati i coglioni,
non certo quello squalo nella sua pelle di squalo, ma i suoi pesci pilota,
noi mulatti in brache di tela, due negri come me e te.
Quel che è peggio, litigavo con Maria Concepciòn,
volavano piatti e non solo, allora giurai: " Basta!" Mai più!
Stavo distruggendo la mia casa, la mia famiglia...
Ero così in bolletta che desideravo solo spassarmela
e ubriacarmi in quella fottutissima Port of Spain;
le sole monete d'argento che avevo erano quelle sul mare.

Li hai visti quei ministri sull " Express",
protettori del povero - una mano sul di dietro,
e uno stuolo di poliziotti solo per difendere le proprie case,
e fiumi di Scotch dalla porta di servizio.
Quanto a quel ministro-mostro che trafficava in alcool,
quel mezzo Siriano- Sahariano , mi incazzai così tanto
nel vedere quella faccia spalmata di cipria, quelle verruche,
quelle palpebre di pietra come  di un dinosauro incrostato
da melma primordiale, in mezzo al lampeggiare dei flash
che dissi: " Shabine, questa è merda pura!"
Ma quello mandò a chiamare qualcuno per sbattermi fuori
dal suo ufficio quasi fossi un artista.! Quello stronzo era così
borioso che non poteva abbassarsi a prendermi a calci da solo.
Ho visto cose da far vomitare uno schiavo
in questa Trinidad,  Repubblica d'inutili inglesi.

Non potevo togliermi dalla testa il rumore del mare,
le conchiglie delle orecchie cantavano Maria Concepciòn,
allora mi buttai nei recuperi subacquei con un pazzo Irlandese,
un certo O' Shaugnessy, e con un cazzo d'inglese detto Head,
ma questi Caraibi sono così incastrati con la morte
che quando avrei dovuto scomparire nell'acqua color smeraldo,
la cui volta fluttuava come una tenda di seta,
li vidi diventare coralli: cervello, fuoco, gorgonie,
dita di uomini morti, e poi loro, i morti.
Vidi che la sabbia fine era le loro ossa
macinate fini dal Senegal al San Salvador,
e così, alla terza immersione, mi prende il panico e per un mese
emergo all'Ostello del Marinaio. Brodo di pesce e sermoni.
Quando ripensai al dolore che avevo causato a mia moglie,
quando vidi i problemi che avevo avuto con quell'altra donna,
mi misi a piangere sott'acqua, sale cerca sale,
perchè la sua bellezza era caduta su di me come una spada
separandomi dai miei figli, carne della mia carne!

Poi c'era quella chiatta da St.Vincent, ma era troppo profonda
per rimetterla a galla. Quando bevevamo, quel cazzo di inglese
si stancava dei miei singhiozzi per Maria Concepciòn.
Diceva che gli sarebbe venuta un'embolia. Beato lui!
La pena nel cuore per Maria Concepciòn,
la ferita che avevo inferto a mia moglie, ai miei figli,
era peggio di una embolia. Nell' abisso dell'estasi
non c'erano fissure nella roccia dove potesse nascondersi la mia anima
come fanno le sule ad ogni tramonto, nè spiagge di luce
dove potersi riposare, come fanno i pellicani,
così una volta l'estasi mi colse, e  vidi Dio
in una cernia arpionata che sanguinava, e da lontano
una voce diceva: "Shabine, se solo tu la lasciassi,
se tu la lasciassi, ti donerei la stella del mattino."
Quando lascia il manicomio, tentai con altre donne
ma quando me le vedevo davanti tutte nude, le loro fiche aguzze
pungevano come ricci di mare e non potevo immergermi.
Il cappellano mi ronzava intorno. Non gli diedi mai retta.
Gesù, dove sarà mai il mio ristoro? E dove il mio porto?
Dove sarà il cuscino che non dovrò pagare
e la finestra da cui guarderò e che incornicia la mia vita?



3 Shabine lascia la Repubblica

Non ho altra nazione che l' immaginazione.
Dopo l'uomo bianco, anche i negri non mi vollero
quando a loro toccò il potere.
Il primo che incontro mi ammanetta e si scusa, " La Storia";
il secondo disse che non ero abbastanza nero per il loro orgoglio.
Ma ditemi, quale potere, su queste rocce sconosciute -
una Aeronautica d'aerei agricoli, I Vigili del Fuoco,
la Croce Rossa, il Reggimento, due, tre cani poliziotto
che sfilano prima che tu finisca d'abbaiare "Parata?"
Incontro la Storia una volta, ma non mi riconosce,
un Creolo incartapecorito, con delle verruche
come una vecchia bottiglia di mare, che striscia come un granchio,
tra i buchi dell'ombra proiettata dal parapetto
di un balcone ; color crema il vestito , crema anche il cappello.
Gli vado incontro e grido: " Signore, io Shabine!
Dicono essere tuo nipote. Ricordare Nonna,
tua cuoca negra, per niente?" Lo stronzo si raschia la gola e scatarra.
Uno sputo che vale più di mille parole.
Ma questo è tutto quello che quei bastardi ci hanno lasciato. parole.

Non credetti più a lungo nella rivoluzione.
Perdevo fiducia nell'amore della mia donna.
Ho visto il momento che Aleksandr Blok
cristallizza ne " The Twelve". Accadde
tra la sede della Polizia Marittima e l'hotel Venezuelana
una mattina a mezzogiorno. Ragazzi che usavano le camicie invece
delle bandiere,  con i petti in fuori aspettando di farsi ammazzare.
Hanno continuato a marciare verso le montagne, ed
il loro rumore cessò come la schiuma che affonda nella sabbia.
Affondarono nelle colline luminose come pioggia, ognuno col suo
proprio nembo, lasciando per strada le camicie
e l'eco del potere alla fine della strada.
Pale d'elica girano sopra al Senato;
i giudici, dicono,  ancora sudano in cremisi,
in Frederick Street gli sfaticati sono tutti in marcia
rimanendo fermi, il Bilancio volta pagina.
E' meglio che per i film delle 12.30 i proiettori
non si rompano, altrimenti sarebbe la rivoluzione. Aleksandr Blok
entra e si siede  nella terza fila della galleria mangiando
un gelato di cioccolata, mentre aspetta uno spaghetti Western
con Clint Eastwood , partecipazione speciale di Lee Van Cleef.



4 Il Flight doppia Blanchisseuse

Al crepuscolo il Flight doppia Blanchisseuse.
Di nuovo i gabbiani volteggiano come da un cannone
e la schiuma, da bianca che era, diventa ambra,
il faro e la stella sono già amici,
su ogni spiaggia ha fine il lungo giorno,
e là, sull'ultimo lembo di sabbia,
su una spiaggia spoglia di tutto tranne che della luce,
mani scure iniziano a salpare le lunghe reti
dal mare scuro, lontano, lontano verso l' entroterra.




5 Shabine incontra il Passaggio Centrale

Amico, prima che venga l'alba sgaiattolo in cambusa
a farmi un po' di caffè; una spira di fumo dal mare
come il vapore dalla caffettiera che metto giù pian
piano, 'chè non posso credere a quel che vedo:
là dove l'orizzonte era una sola argentea foschia,
la nebbia vortica e s'ammassa sulla velatura, così vicina
da poter vedere che era un vessillo, mi si rizzano i capelli in testa,
era orribile, ma era anche molto bello.
Ci muoviamo attraverso una frusciante foresta di navi
dalle vele asciutte come carta, da dietro l'oblò
vedo uomini con le orbite degli occhi corrose come cannoni,
e ogni volta che le loro ciurme mezze  nude incrociavano il sole,
potevi vederne le ossa come foglie contro luce; fregate, brigantini,
la marea contraria li spingeva verso di noi,
e, alti sui ponti di comando, vedevo i grandi ammiragli,
Rodney, Nelson, de Grasse, potevo sentire gli ordini rauchi
che davano a quegli Shabine, e quella foresta
di alberi maestri  dritti contro il Flight,
e tutto quello che potevi sentire era il rumore spettrale
delle onde che frusciavano come l'erba sotto un vento radente
ed il sibilare delle alghe trascinate  lungo la chiglia;
passano lentamente trascinate da est  verso ovest
come se questo globo fosse un traballante mulino ad acqua,
ogni nave cola come un secchio di legno
ripescato dal fondo; mi tornano in mente
tutti i marinai prima di me, infine il sole
riscalda il cerchio dell' orizzonte e tutto scomparve tra la nebbia.

Ora davanti a noi passano le navi negriere. Bandiere di tutte le nazioni
i nostri padri rinchiusi sotto coperta, troppo in basso, suppongo
per poter sentire le nostre urla. Allora non urliamo più.. Chi conosce
i propri  avi, o almeno i loro nomi?
Domani il nostro approdo è Barbados.



6 Il Marinaio risponde cantando alle Casuarine

Li puoi vedere sulle basse colline delle Barbados
solidi come frangivento, aghi per gli uragani,
indietro, come alberi maestri, il cirro di vele strappate;
quando ero verde come loro, mi trovavo a pensare
che quei cipressi, curvi contro il vento,
e  con il sibilo del vento tra i rami,
non erano veramente cipressi ma casuarinas.
Adesso il capitano li chiama cedri del Canada.
Ma siano cedri, cipressi, oppure casuarinas,
chi li chiamò così aveva i suoi buoni motivi,
guardando i loro tronchi inclinati piangere come donne
dopo la tempesta, quando le navi tornavano a casa
con la notizia di altri marinai dispersi in mare.
Una volta il suono " cipresso" pareva avere più senso
che il verde "casuarinas", anche se nel vento,
qualunque dolore li piegasse era la stessa cosa,
poichè erano solo alberi senza null'altro in testa
che slanciarsi in cielo o custodire una tomba;
ma noi viviamo come i nostri nomi  e dovresti
essere uno delle colonie per sapere la differenza,
per sapere il dolore della storia che le parole possono portare,
per amare quegli alberi di un amore minore
e per credere: "  Quelle Casuarinas si piegano nelle pioggia
come mogli di marinai. Sono alberi classici , e noi
se viviamo come i nomi che piacciono ai nostri padroni,
potremo diventare uomini con una precisa imitazione".



7 Il Flight getta l' ancora a Castries

Quando su Castries erano giovani anche le stelle
amavo solo te ed amavo il mondo intero.
Cosa importa se le nostre vite sono così diverse?
Oppresse dall'amore di figli così diversi?
Quando penso al tuo viso giovane lavato dal vento
e alla tua voce che ride sommessa nel fragore del mare?
Le luci sono spente sul promontorio di La Toc
tranne che nell' Ospedale. Di fronte a Vigie
le arcate del porticciolo fanno la guardia. Ho mantenuto
la mia promessa , ti lascio la sola cosa che veramente possiedo,
a te che per prima ho amato: la mia poesia.
Noi qui per questa notte. Domani  la Flight sarà partita.


8 Lotta con la ciurma 

C' era a bordo un figlio di troia,  mi chiamava così,
ed era il cuoco,  un cazzone di St. Vincent
butterato come un albero della gomma, dalla corteccia rossa spelacchiata
e  slavati occhi azzurri; non mi dava tregua,
come per dimostrare che era bianco. Avevo un quaderno,
proprio questo qui,  che usavo per scrivere
le mie poesie, e quello un giorno me lo
strappa di mano, e lo getta di qua e di là
in mezzo alla ciurma, strillando, " Prendilo, prendilo",
e continua a sfottermi come se fossi una donnicciola
per via delle poesie. A volte ci vuole un bel pugno,
a volte uno scalmo , a volte un coltello -
stavolta ci voleva il coltello. Bene,"  falla finita" gli dico,
ma quello continua a leggere, " O figlio mio, o moglie mia,"
e mentre recita fa finta di piangere, per far ridere gli altri;
il coltello argenteo scatta come un pesce volante,
glielo affondo proprio dentro il polpaccio,
e quello sviene così lentamente,  diventa più bianco
del bianco che pensava di essere. Penso  che  questa
sia roba da uomini. Non sarà giusto
ma è così. Non c'è stato troppo dolore,
parecchio sangue, questo sì,  e Vincie ed io siamo più amici,
ma nessuno di loro  ha più rotto per le mie poesie.




9 Maria Concepciòn ed il Libro dei Sogni

Il frastuono del jet che passava sopra la Flight
apriva un sipario nel passato.
" Dominica a prua!"
                              "Ci sono ancora dei Caribi là!"
" Un giorno ci saranno solo aerei, niente più navi."
" Vince, Dio non ha creato i negri  per farli volare. "
" E' il progresso, Shabine, e questo è tutto.
Il progresso che lascerà indietro tutti noi di questi isolotti"
Io ero al timone, accanto a me Vince
alla randa. Una giornata fresca, vibrante. Il mare spumeggiante.
" Del progresso dovresti chiedere ai Caribi.
Li stanno uccidendo a milioni, chi in guerra,
chi ai lavori forzati nelle miniere,
in cerca d'argento, dopo quei negri; ancora
progresso. Fin quando non vedo segni di cambiamento
nel genere umano, Vince, non parlarmi di progresso.
E' solo uno sporco gioco delle storia.
Chiedi a quella triste isoletta verde cui ci avviciniamo.."
Isole verdi, come manghi in salamoia.
In un sale così aspro guarisca la mia ferita,
io con la mia forza da marinaio.
Quella notte, con il cielo che scintillava gelido di fuochi,
corsi come un Caribe per tutta la Dominica,
le narici soffocate dal ricordo del fumo;
sentivo le urla dei miei figli che bruciavano,
mangiai i funghi magici, i funghi
del parasole del diavolo sotto le rocce bianche e lebbrose;
a colazione  foglie ammuffite in foreste perdute,
foglie grandi come mappe, e quando sentii il rumore
della marcia dei soldati attraverso il fogliame,
malgrado il mio cuore stesse scoppiando, mi alzai e corsi
tra le lame di foglie di banano taglienti come lance;
col sangue della mia razza, ho corso, amico,
con piedi muschiati veloce come un uccello dipinto;
poi cado, ma cado giusto vicino a un torrente gelido
sotto fresche fontane di felci, e un pappagallo che urla
e becca i rami secchi, e annegai, infine,
tra grandi ondate di fumo; poi quando quell'oceano
di fumo nero passa e se ne va,ed il cielo schiarisce,
non rimase più nulla tranne il Progresso, se Progresso è
un' iguana immobile come una giovane foglia sotto i raggi del sole.
Urlo cercando Maria, Maria ed il suo Libro dei Sogni.

Le bloccava il sonno, quella Bibbia da insonni,
un libretto arancione tutto sporco con l'occhio di un ciclope
sulla copertina, dalla Repubblica Domenicana.
 Le pagine ruvide erano nere con i soliti
simboli di profezia, in uno spagnolo entusiasta;
A destra il palmo aperto di una mano, sezionato e numerato
come il diagramma di un macellaio, rivelava il futuro.
Una notte; in una febbrile, radiosa malattia,
lei mi dice, " Portami il libro, la fine è giunta."
Lei disse: " ho sognato di balene e di una tempesta,"
ma per quel sogno, il libro non aveva risposte.
La notte seguente sognai di tre vecchie,
senza volto come bachi da seta, che cucivano il mio destino,
e gli urlavo di andarsene da casa mia,
e  tentavo di scacciarle con una scopa,
ma come se ne andavano, così tornavano indietro strisciando,
finchè iniziai ad urlare e piangere, la mia carne
piangeva di sudore, e lei strappava le pagine
in cerca del significato del sogno, ma non c'era niente,
i miei nervi si sciolsero come una medusa -  questo accadeva
                                                                                   quando mi svegliai-
mi trovarono che urlavo nella Savannah.

Tutti voi mi vedete parlare al vento e pensate sia pazzo,
Bene, Shabine, ha messo le briglie ai cavalli del mare;
mi vedete guardare il sole fino a bruciarmi gli occhi,
e allora voi pazzi credete che Shabine sia un folle,
ma. ascoltate, non conoscete la mia forza? Le palme da cocco
dritte nei loro reggimenti in khaki giallo,
si aspettano che Shabine regni infine su queste isole,
e sarà meglio per tutti voi che temiate il giorno che guarirò
dall'essere umano. I vostri destini sono tutti nelle mie mani,
ministri, affaristi, Shabine, vi possiede, amico,
spargerò le vostre vite come un pugno di sabbia,
io che non ho altra arma che la poesia e
le lance delle palme e lo scudo splendente del mare!


10 Fuori dagli Abissi

Il giorno appresso, il mare è scuro. Un' alba da strizzarti il culo.
" E questo vento maledetto che gira impazzito come il cervello di una donna".
Ondate lente che iniziano a frangere, sembrano le cime innevate
di una catena di monti.
                                  " Ehi, Comandante, il cielo è nero!"
"Non va bene in Agosto."
                               " Questa dannata luce così strana,
in questa stagione il cielo dovrebbe essere  chiaro come un campo".
Una razza velenosa galoppa e salta tra le onde,
la coda che sferza l'acqua,  in cielo gli albatros
con ampi giri fuggono veloci verso l'entroterra, e veloce
un nugolo di pesci volanti quasi ci piglia! Vince dice :" Hai visto?"
e un groppo di vento dalla nera criniera piomba sulle vele
come un cane su un piccione, e azzanna al collo
il Flight e lo scuote da capo a piedi.
" Gesù mio, non ho mai visto un mare diventare così mosso
e così in fretta! Quel vento arriva dalla tasca posteriore di Dio!"
"Dove ci porta il Capo? Sembra cieco!
Se dobbiamo schiattare, schiattiamo, Vince, fanculo!"
" Shabine, recita le tue preghiere, se ne hai ancora in serbo!"

Non ho amato abbastanza quelli che ho amato
Peggio del calcio di mulo del Kick-’Em-Jenny Channel
la pioggia  cade a scrosci sul Flight tra
vere montagne d'acqua. Se avevo paura?
I picchetti da tenda delle trombe marine che sorreggono il cielo
ondeggiano e tremano, le cuciture delle nuvole si strappano
e la pioggia  ci inzuppa e sento me stesso gridare:
"Sono il marinaio affogato nel suo Book of Dreams"
Ricordai loro delle navi fantasma, mi vedevo sprofondare
verso il fondo del mare pieno di vermi di mare, metro dopo metro,
la mascella tesa come un pugno, e soltanto una cosa
mi trattiene, mentre tremavo, la mia famiglia a casa, al sicuro.
Poi una forza simile a quella mi afferra e mi dice:
"Io vengo da gente semplice che ancora teme Iddio."
Fa che Egli, nella Sua potenza, salpi, con l' argano
della Sua volontà ,il Leviatano, quella bestia che sputa fuori
merletti dal suo letto sul fondo del mare; e quella era la fede
che un bambino aveva visto svanire nella chiesa metodista
di Chisel street, a Castries, quando la campana della baleniera
chiamava alla messa e, sulle panche dure come costole di balena,
cantavamo, con furia disperata, di come la nostra razza
sopravviva alle fauci del mare,  della nostra storia e dei pericoli,
ed ora  ero pronto  a qualunque cosa la morte volesse.
Ma se quella tempesta aveva una forza, era tutta sul volto del Capitano,
la barba gocciolante di spruzzi, lacrime di sale negli occhi,
crocifisso al suo posto, quel negro aggrappato ben stretto
al timone, Dio mio! come Gesù sulla croce,
ed i suoi occhi feriti  sembravano piangere per noi,
ed io che lo nutro a Rum bianco mentre ogni cresta d'onda
con la sferza del Leviatano fa tremare il Flight
come i due ladroni. L'intera notte, senza riposo,
con gli occhi rossi come l'alba, ma ora vediamo il nostro calvario
placarsi, è placato, la tempesta svanire, è svanita.
E il mare di mezzogiorno si calma mentre viene il Tuo Regno.


11 Dopo la tempesta

C'è una luce fresca dopo la tempesta
mentre tutto il mare è ancora sconvolto; e nella sua abbagliante scia
vidi allora il volto velato di Maria Concepcion
mentre sposava l'oceano, poi se ne andò alla deriva
negli ampi merletti del suo strascico da sposa
sue damigelle solo bianchi gabbiani, e poi, poi non ci fu più.
Non desiderai più nulla dopo quel giorno.
Sul mio volto, come sul volto del sole
cadeva una pioggia fine, ed il mare era calmo.

Cadi dolcemente, pioggia, sul volto capovolto del mare
come su una ragazza sotto la doccia; e rendi queste isole
raggianti come Shabine le conobbe una volta. Fa' che ogni sentiero,
ogni strada bollente, profumi come  panni appena stirati
e ancor umidi di rugiada. Il sogno è finito;
qualunque cosa la pioggia lavi ed il vento asciughi;
le nuvole bianche , il mare ed il cielo con una sola cucitura,
basteranno a vestire la mia nudità.
E se anche il mio Flight mai oltrepasserà la marea montante
di questo mare interno oltre il reef risonante
delle ultime Bahamas, sarò soddisfatto
se la mia mano avrà dato voce anche al dolore di un solo popolo.
Apri la mappa, uomo, più isole qui
che piselli  in un piatto di stagno, di tutte le dimensioni,
alte come montagne o  piccoli atolli di corallo,
e da questo bompresso , tutte le città benedico,
 il triste odore di fumo nelle colline al di là delle isole,
e l'unica strada tortuosa che si snoda verso di loro come uno spago
al di sotto dei tetti: io ho un solo ed unico argomento:
Il bompresso, la freccia, il desiderio, l'affondo del cuore -
il tiro ad un bersaglio di cui mai sapremo lo scopo,
la ricerca vana di un isola che ci risani con il suo porto
ed un' incolpevole orizzonte , dove l'ombra del mandorlo
non ferisca la sabbia. Ci sono così tante isole!
Tante isole quanti di notte sono gli astri
tra i rami di quell'albero da cui le stelle cadenti  sono scosse
come frutti che cadono  attorno allo schooner Flight.
Ma le cose devono cadere, ed è sempre stato così,
da un lato Venere, dall'altro Marte;
devono cadere, e sono un'unica cosa, proprio come questa terra
è un'isola in un arcipelago di stelle.
Il mio primo amico fu il mare. Ora, è l'ultimo.
Ora non parlo più. Lavoro, poi leggo,
accoccolato sotto  una lanterna appesa all'albero maestro.
Cerco di dimenticare cosa fosse la felicità,
e se questo non funziona, studio le stelle.
Talvolta sono solo io, e la schiuma tagliata dolcemente
quando il ponte della barca  diventa bianco e la luna apre
una nuvola come una porta, e la luce sopra di me
 è una strada che  mi riporta a casa nel pallido chiaro di luna.
Shabine ha cantato per te dalle profondità del mare.


giovedì 13 giugno 2013

da THE SCHOONER FLIGHT, di Derek Walcott, " The Flight Anchors in Castries Harbor"






StarS over Harbor /  Kenneth Turner
MDA Art Collection






















7 The Flight Anchors in Castries Harbor

When the stars self were young over Castries,
I loved you alone and I loved the whole world.
What does it matter that our lives are different?
Burdened with the loves of our different children?
When I think of your young face washed by the wind
and your voice that chuckles in the slap of the sea?
The lights are out on La Toc promontory,
except for the hospital. Across at Vigie
the marina arcs keep vigil. I have kept my own
promise, to leave you the one thing I own,
you whom I loved first: my poetry.
We here for one night. Tomorrow, the Flight will be gone.






Quando su Castries erano giovani anche le stelle
amavo solo te ed amavo il mondo intero
Cosa importa se le nostre vite sono così diverse?
Oppresse dall'amore di figli così diversi?
Quando penso al tuo viso giovane lavato dal vento
e alla tua voce che ride sommessa nel fragore del mare?
Le luci  si sono spente sul promontorio di La Toc
tranne che nell' Ospedale. Di fronte a Vigie
le arcate del porticciolo fanno la guardia. Ho mantenuto
la mia promessa , a te che per prima ho amato, lascio
la sola cosa  che possiedo: la mia poesia.
Stanotte staremo qui. Domani  la Flight partirà.

sabato 1 giugno 2013

THE SCHOONER FLIGHT di Derek Walcott, nella mia traduzione!!


Il traduttore de THE SCHOONER FLIGHT
A.Panciroli.


Non soddisfatto della traduzione, a volte veramente insoddisfacente, della traduzione de The Schooner Flight , ad opera di Roberto Mussapi per Adelphi Editore, ho deciso di tradurmela per conto mio!

In questo mio blog


 la mia nuova , fiammeggiante,traduzione della emozionante poesia di Derek Walcott.

Non è ancora completa, ma dateci un'occhiata!









giovedì 23 maggio 2013

Derek Walcott, A SEA-CHANTEY, da Mappa del Nuovo Mondo, Adelphi, trad. Barbara Bianchi






Anguilla, Adina,
Antigua, Cannelles,
Andreuille, tutte le l,
Voyelle, delle liquide Antille,
nomi che tremano come aghi
di fregate all'ancora,
panfili tranquilli come gigli,
in porti di calmo corallo,
le chiglie agili d'ebano
delle golette che cuciono gli stretti,
gli aghi degli alberi maestri
che infilano arcipelaghi
rifratto ricamo
nelle acque febbrili
delle isole del navigante,
le loro palme tosate, recline,
asta di Odisseo,
ciclopici vulcani,
stridono le loro storie,
nella pace di un verde ancoraggio
la Flight e la Phyllis,
tornate dalle Grenadine,
nomi iscritti in questo giorno di festa
nel registro della capitaneria;
i loro nomi di battesimo
le liquide lettere del mare,
Repos donnez a cils...
ed i loro carichi smaglianti
di carbone  e arance,
quieta, la furia delle loro funi.
Albeggia l'alba
sull'acqua verde cromo,
i bianchi aironi dei panfili
sono alla comunione domenicale,
le storie delle golette
sono mormorate in corallo,
i loro carichi di spugne
su arenili di isolotti,
brigantini bianchi come il bianco sale
dell' acre St. Maarten,
chiglie incrostate di cirripedi,
stive appestate da grandi tartarughe,
i cui mozzi hanno visto
l'ansimare blu del Leviatano,
gente di mare
cristiana ed intrepida.

Ora un apprendista si lava le guance
con acqua salata e luce di sole.

In mezzo al porto
un pesce rompe il giorno di riposo
con un guizzo argentato.
Le squame gli cadono
in un tintinnio di campane;
le strade della città sono d'arancio
per la luce del sole maturata in settimana,
un equilibrio sul bompresso
un giovane marinaio suona
il canto di suo nonno
su una tremante armonica;
la musica ripiega su se stessa, scemando
come fumo da galee blu,
per dissolversi vicino alle montagne.
La musica si dispiega con
le morbide vocali delle insenature,
il battesimo di vascelli,
i documenti di viaggio,
i colori delle uve marine,
l'asprezza dei mandorli marini,
l'alfabeto delle campane,
la pace di bianchi cavalli,
i pascoli dei porti,
la litania delle isole,
il rosario degli arcipelaghi,
Anguilla, Antigua,
Vergine di Guadeloupe,
e bianca-di pietra Grenada
di luce solare e colombi,
l'amen di acque calme
l'amen di acque calme,
l'amen di acque calme.






martedì 14 maggio 2013

da THE SCHOONER FLIGHT , Out of the Dephts, di Derek Walcott, trad. A. Panciroli







Next day, dark sea. A arse-aching dawn.
“Damn wind shift sudden as a woman mind.”
The slow swell start cresting like some mountain range
with snow on the top.
                               “Ay, Skipper, sky dark!”
“This ain’t right for August.”
                                  “This light damn strange,
this season, sky should be clear as a field.”

A stingray steeplechase across the sea,
tail whipping water, the high man-o’-wars
start reeling inland, quick, quick an archery
of flying fish miss us! Vince say: “You notice?”
and a black-mane squall pounce on the sail
like a dog on a pigeon, and it snap the neck
of the Flight and shake it from head to tail.
“Be Jesus, I never see sea get so rough
so fast! That wind come from God back pocket!”
“Where Cap’n headin? Like the man gone blind!”
“If we’s to drong, we go drong, Vince, fock-it!”
“Shabine, say your prayers, if life leave you any!”

I have not loved those that I loved enough.
Worse than the mule kick of Kick-’Em-Jenny
Channel, rain start to pelt the Flight between
mountains of water. If I was frighten?
The tent poles of water spouts bracing the sky
start wobbling, clouds unstitch at the seams
and sky water drench us, and I hear myself cry,
“I’m the drowned sailor in her Book of Dreams.”
I remembered them ghost ships, I saw me corkscrewing
to the sea bed of sea worms, fathom pass fathom,
my jaw clench like a fist, and only one thing
hold me, trembling, how my family safe home.
Then a strength like it seize me and the strength said:
“I from backward people who still fear God.”
Let Him, in His might, heave Leviathan upward
by the winch of His will, the beast pouring lace
from his sea-bottom bed; and that was the faith
that had fade from a child in the Methodist chapel
in Chisel Street, Castries, when the whale-bell
sang service and, in hard pews ribbed like the whale,
proud with despair, we sang how our race
survive the sea’s maw, our history, our peril,
and now I was ready for whatever death will.
But if that storm had strength, was in Cap’n face,
beard beading with spray, tears salting his eyes,
crucify to his post, that nigger hold fast
to that wheel, man, like the cross held Jesus,
and the wounds of his eyes like they crying for us,
and I feeding him white rum, while every crest
with Leviathan-lash make the Flight quail
like two criminal. Whole night, with no rest,
till red-eyed like dawn, we watch our travail
subsiding, subside, and there was no more storm.
And the noon sea get calm as Thy Kingdom come




Il giorno appresso, il mare è scuro. Un' alba da strizzarti il culo.
" E questo vento maledetto che gira impazzito come il cervello di una donna".
Ondate lente che iniziano a frangere, sembrano le cime innevate
di una catena di monti.
                                  " Ehi, Comandante, il cielo è nero!"
"Non va bene in Agosto."
                               " Questa dannata luce così strana,
in questa stagione il cielo dovrebbe essere  chiaro come un campo"
Una razza velenosa galoppa e salta tra le onde,
la coda che sferza l'acqua,  in cielo gli albatross
con ampi giri fuggono veloci verso l'entroterra, e veloce
un nugolo di pesci volanti quasi ci piglia! Vince dice :" Hai visto?"
e un groppo di vento dalla nera criniera piomba sulle vele
come un cane su un piccione, e azzanna al collo
il Flight e lo scuote da capo a piedi.
" Gesù mio, non ho mai visto un mare diventare così mosso
e così in fretta! Quel vento arriva dalla tasca posteriore di Dio!"
"Dove ci porta il Capo? Sembra cieco!
Se dobbiamo schiattare, schiattiamo, Vince, fanculo!"
" Shabine, recita le tue preghiere, se ne hai ancora in serbo!"

Non ho amato abbastanza quelli che ho amato
Peggio del calcio di mulo del Kick-’Em-Jenny Channel
la pioggia  cade a scrosci sul Flight tra
vere montagne d'acqua. Se avevo paura?
I picchetti da tenda delle trombe marine che sorreggono il cielo
ondeggiano e tremano, le cuciture delle nuvole si strappano
e la pioggia  ci inzuppa e sento me stesso gridare:
"Sono il marinaio affogato nel suo Book of Dreams"
Ricordai loro delle navi fantasma, mi vedevo sprofondare
verso il fondo del mare pieno di vermi di mare, metro dopo metro,
la mascella tesa come un pugno, e soltanto una cosa
mi trattiene, mentre tremavo, la mia famiglia a casa, al sicuro.
Poi una forza simile a quella mi afferra e mi dice:
"Io vengo da gente semplice che ancora teme Iddio."
Fa che Egli, nella Sua potenza, salpi, con l' argano
della Sua volontà ,il Leviatano, quella bestia che sputa fuori
merletti dal suo letto sul fondo del mare; e quella era la fede
che un bambino aveva visto svanire nella chiesa metodista
di Chisel street, a Castries, quando la campana della baleniera
chiamava alla messa e, sulle panche dure come costole di balena,
cantavamo, con furia disperata, di come la nostra razza 
sopravviva alle fauci del mare,  della nostra storia e dei pericoli,
ed ora  ero pronto  a qualunque cosa la morte volesse.
Ma se quella tempesta aveva una forza, era tutta sul volto del Capitano,
la barba gocciolante di spruzzi, lacrime di sale negli occhi,
crocifisso al suo posto, quel negro aggrappato ben stretto
al timone, Dio mio! come Gesù sulla croce,
ed i suoi occhi feriti  sembravano piangere per noi,
ed io che lo nutro a Rum bianco mentre ogni cresta d'onda
con la sferza del Leviatano fa tremare il Flight
come i due ladroni. L'intera notte, senza riposo
con gli occhi rossi come l'alba, ma ora vediamo il nostro calvario
placarsi, è placato, la tempesta svanire, è svanita.
E il mare di mezzogiorno si calma mentre viene il Tuo Regno.