lunedì 5 novembre 2018

Fina Garcìa Marruz, Y sin embargo sé que son tinieblas..., Eppure so che son soltanto tenebre




La versione integrale della poesia



Y sin embargo sé que son tinieblas...



Y sin embargo sé que son tinieblas
las luces del hogar a que me aferro,
me agarro a una mampara, a un hondo hierro
y sin embargo sé que son tinieblas.

Porque he visto una playa que no olvido,
la mano de mi madre, el interior de un coche,
comprendo los sentidos de la noche,
porque he visto una playa que no olvido.

Cuando de pronto el mundo da ese acento
distinto, cobra una intimidad exterior que sorprendo,
se oculta sin callar, sin hablar se revela,

comprendo que es el corazón extinto
de esos días manchados de temblor venidero
la razón de mi paso por la tierra.










E pure so che son soltanto tenebre
le luci della casa a cui mi afferro,
m'aggrappo a un paravento, a un ferro  profondo
eppure so che son soltanto tenebre.

Perché ho visto una spiaggia che non scordo,
la mano di mia madre, l'interno di un calesse,
comprendo il senso della notte,
Perché ho visto una spiaggia che non scordo.

Quando improvviso il mondo dà questo accento
diverso, prende una intimità esteriore che sorprendo,
si nasconde senza tacere, si rivela senza parlare,

comprendo  che è il cuore estinto
di quei giorni velati dal tremore che verrà
la causa del mio passaggio sulla terra.


lunedì 29 ottobre 2018

Diventare cavallo/ Becoming a horse

Risultati immagini per cavallo

Diventare cavallo
di Ross Gay

Passargli le mani sulla pancia,
allentare il morso e asciugare la saliva
dalla bocca mi ha trasformato
in pugno d'erba tra i suoi denti,
in mosca che gli assaggia l'orecchio.
Toccargli il naso con il mio mi ha fatto capire
il trifoglio che fiorisce, il mio occhio lustro nel suo
mi ha reso partecipe dei segreti del vasto campo.
Ma è stato appoggiare il mio cuore al cuore
del cavallo che mi ha fatto conoscere
il dolore dei cavalli. Il dolore
di un ruscello che increspa un prato. La larva
che gli si muove nel cadavere. Mi ha fatto rinunciare
ai miei pollici in cambio della lucentezza degli zoccoli non ferrati.
E così - mi ha fatto mettere via le mie torce.
E così - mi ha fatto mettere via i miei coltelli.
Mi ha fatto sentire la piccola canzone che cresceva
nel mio petto e il mantello del pelo che brillava e rabbrividiva.
E la mia faccia che si allungava.
E queste parole ripudiate, infine,
in cambio della lenta e onesta lingua dei cavalli.

Becoming a horse

It was dragging my hands along its belly,
loosing the bit and wiping the spit
from its mouth that made me
a snatch of grass in the thing's maw,
a fly tasting its ear. It was
touching my nose to his that made me know
the clover's bloom, my wet eye to his that
made me know the long field's secrets.
But it was putting my heart to the horse's that made me know
the sorrow of horses. Made me
forsake my thumbs for the sheen of unshold hooves.
And in this way drop my torches.
And in this way drop my knives.
Feel the small song in my chest
swell and my coat glisten and twitch.
And my face grow long.
And these words cast off, at last,
for the slow honest tongue of horses.

sabato 20 ottobre 2018

Alone di James Joyce, trad. Alessandro Pancirolli









  Alone by James Joyce
The moon's greygolden meshes make
All night a veil,
The shorelamps in the sleeping lake
Laburnum tendrils trail.

The sly reeds whisper to the night
A name-- her name-
And all my soul is a delight,
A swoon of shame.

Le grigiedorate reti della luna tutta
la notte fanno velo,
I lampioni  sulla riva del lago dormiente
tracciano  viticci di laburni.

I giunchi sottili sussurrano  alla notte
un nome - il suo nome -
E tutto il mio animo è un piacere,
un delirio di rimorso.