martedì 1 giugno 2010

The Great Poet Returns ... 1 e 2 GIUGNO alla John Cabot University , Mark Strand.


        Mark Strand sarà, anzi è a Roma, il 1 e 2 giugno, alla John Cabot University, in via della Lungara 233, per presentare il suo libro " Il Monumento".
Il 1 giugno presenterà alcune poesie di Wallace Stevens,  poeta americano del Novecento; il giorno seguente, 2 giugno, ci sarà un reading di poesie.
Sarà presente anche Damiano Abeni, il suo grande traduttore.


http://www.johncabot.edu/About_JCU/News_Events/NewsRead.aspx?IDN=503



                                       

       I was there.            
                                                                                                                                                                 
                                                               

lunedì 31 maggio 2010

La poesia di Edoardo Sanguineti

Il 18 maggio 2010 è morto Edoardo Sanguineti.
Col gruppo di poeti con cui mi riunisco una volta a settimana abbiamo deciso di rendergli omaggio, leggendo suoi testi e cercando di parlare un po’ della sua poetica.
La qual cosa è assolutamente non facile data la grande complessità di quest’ultima.
Edoardo Sanguineti è nato a Genova il 9 dicembre 1930 ed è stato poeta, professore universitario, critico letterario, ideologo del linguaggio, incallito esegeta di Marx e teorico di una estetica marxista. Deputato del Pci poco prima che finisse il comunismo.
Egli è stato, inoltre, parte integrante del Gruppo ’63 che si proponeva di riformare il linguaggio poetico attraverso un nuovo sperimentalismo.
La sua prima pubblicazione, infatti, la raccolta Laborintus del 1956, si intitola così proprio perché utilizza uno schema labirintico.
Essa sembra, con la sua accentuata disgregazione dei linguaggi, rifarsi alle esperienze musicali di Luciano Berio o di John Cage e, nell’ambito pittorico, all’informale Jackson Pollock o Mark Rothko.
Ancora una volta poesia e pittura si incontrano e si danno una mano ad illuminarsi a vicenda!
Vi lascio alcune frasi di Edoardo Sanguineti più alcune sue poesie.


La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina.

In cinquant'anni molte cose sono profondamente cambiate, la poesia è cambiata, ma non è cambiato il compito dei poeti, quello di disegnare il profilo ideologico di un'epoca.

Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia.

Sarei tentato di dire che non esistono cattivi maestri, ma solo cattivi discepoli.


Ballata delle donne
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo,
è terracarne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.


Quartina

ti trancio un tetrastico tetro,
due distici e un torpido metro:
così, un verso avanti, uno indietro,
li incido con schegge di vetro:


Questo è il cuore dei monti

questo è il cuore dei monti, che è il tuo cuore,
vinosa vena di fresco sapore:

vedi, un corno di luna è un paio di ali,
nodo è di nidi, in luci vendemmiali:

questo è un vecchio castello di tarocchi:
questo è il cuore del mondo, nei tuoi occhi:

bevendo bianca pace settembrina,
saltami in cerchio, bella furlanina:

domenica 30 maggio 2010

The Story of Our Lives 2

We are reading the story of our lives,
as though we were in it,
as though we had written it.
This comes up again and again.
In one of the chapters
I lean back and push the book aside
because the book says
it is what I am doing.
I lean back and begin to write about the book.
I write that I wish to move beyond the book.
Beyond my life into another life.
I put the pen down.
The book says: "He put the pen down
and turned and watched her reading
the part about herself falling in love."
The book is more accurate than we can imagine.
I lean back and watch you read
about the man across the street.
They built a house there,
and one day a man walked out of it.
You fell in love with him
because you knew that he would never visit you,
would never know you were waiting.
Night after night you would say
that he was like me.
I lean back and watch you grow older without me.          
Sunlight falls on your silver hair.                                         
The rugs, the furniture,
seem almost imaginary now.
"She continued to read.
She seemed to consider his absence
of no special importance,
as someone on a perfect day will consider
the weather a failure
because it did not change his mind."
You narrow your eyes.
You have the impulse to close the book
which describes my resistance:
how when I lean back I imagine
my life without you, imagine moving
into another life, another book.
It describes your dependence on desire,
how the momentary disclosures
of purpose make you afraid.
The book describes much more than it should.
It wants to divide us.


Stiamo leggendo la storia delle nostre vite
come se ci fossimo dentro,
come se lo avessimo scritto
E' un tema ricorrente.
In uno dei capitoli
mi giro e metto il libro da parte
perhè il libro dice
che è questo ciò che faccio.
Mi giro ed inizio a scrivere del libro.
Scrivo che voglio andare oltre il libro.
Oltre la mia vita in un' altra vita.
Metto giù la penna.
Il libro dice: Mise giù la penna,
si girò e la guardò leggere
la parte in cui lei si innamora.
Il libro è più accurato di quanto possiamo immaginare.
Mi giro e ti vedo leggere
dell'uomo dall'altra parte della strada.
Hanno costruito una casa qui
e un giorno un uomo ne è uscito.
Ti sei innamorata di lui
perchè sapevi che ti non avrebbe mai vista,
non avrebbe mai saputo che lo stavi aspettando.
Notte dopo notte diresti
che egli è come me.
Mi giro e ti vedo invecchiare senza di me.
i raggi del sole sui tuoi capelli d'argento.
I tappeti, i mobili
sembrano ora quasi immaginari.
  Lei continuò a leggere.
Sembrava considerare la sua assenza
non particolarmente importante
come chi in un giorno perfetto
considera il tempo un fastidio
perchè non ha cambiato i suoi pensieri.
Stringi gli occhi.
Vorresti chiudere il libro
che descrive la mia resistenza:
come quando girandomi immagino
la mia vita senza di te, la mia immagine muoversi
in un'altra vita, un altro libro.
Il libro descrive la tua dipendenza dal desiderio.
come le momentanee rivelazioni
dello scopo ti facciano paura.
Il libro descrive molto di più di quel che dovrebbe.
Vuole dividerci.

traduzione di Alessandro Pancirolli, cfr. quella di Damiano Abeni.
Sembra incredibile, ma la frase  più difficile, per me, da tradurre è quel I lean back, che letteralmente significa mi appoggio allo schienale, ma "poeticamente" mi disturba. Come ho tradotto io ," mi giro", è  un errore ed una forzatura ma .....