sabato 6 aprile 2013

Derek Walcott, ARCHIPELAGOES , da The Map of New World,



ARCHIPELAGOES




Alla fine di questo verso, arriverà la pioggia.

Sul margine della pioggia, una vela.

.

Lentamente la vela perderà di vista le isole;
svanirà nella nebbia la fede nei porti
di un' antica razza.



La guerra dei dieci anni è finita.
I capelli di Elena, una nuvola grigia.
Troia, cumuli di cenere bianca
sul mare  ed una pioggia fine

Una pioggia fine tesa come le corde di un'arpa.
Un uomo dagli occhi rannuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso della Odissea.

                                                              traduzione A.Panciroli
                                                               



At the end of this sentence, rain will begin.
At the rain's edge, a sail.

Slowly the sail will lose sight of islands;
into a mist will go the belief in harbours
of an entire race.

The ten-years war is finished.
Helen's hair, a grey cloud.
Troy, a white ashpit
by the drizzling sea

The drizzle tighten like the strings of a harp.
A man with clouded eyes picks up the rain
and plucks the first line of the Odyssey.










Qui invece la traduzione di Barbara Bianchi  da  MAPPA DEL NUOVO MONDO di Derek Walcott , Traduzione di Barbara Bianchi, Gilberto Forti, Roberto Mussapi

Piccola Biblioteca Adelphi
1992, 13ª ediz., pp. 167
isbn: 9788845909603


Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All'orlo della pioggia, una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un'intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un'arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso dell'Odissea


giovedì 4 aprile 2013

UNA PARETE DI GHIACCIO...




 Come ogni tanto mi capita, ritrovo nel computer qualche file dimenticato, una  qualche poesia tralasciata, una mia traduzione rimasta a mezzo...
 Di questa traduzione non sono riuscito a ricordare né l'autore né tanto meno il titolo; dovrebbe essere  dall'inglese,  ma dall'andamento dei versi potrebbe essere una traduzione di un traduzione, forse dal cinese o dal giapponese.



La facciata bluastra
della casa si erge
su di me come
una parete di ghiaccio

Ed il verso
lontano e solitario
di un gufo che
mi vola incontro

Socchiudo gli occhi

Nel giardino umido 
e buio i fiori oscillano
avanti e indietro
come palloncini

Gli alberi solenni
ognuno sepolto
in una nuvola di foglie
sembrano perduti nel sonno

E' tardi
Sdraiato sull'erba
Fumo
Mi sento a mio agio
E fingo che la fine
Sarà così

La luce della luna
mi colpisce la carne
La brezza
mi circonda il polso


sabato 23 marzo 2013

Questo a Gandhi gli faceva un baffo...



Danilo Dolci nasce a Sesana  (Trieste) il 28 giugno 1924. Consegue la maturità artistica  a Brera per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura a Milano.
Arrestato nel 1943 dai nazifascisti, riesce con uno stratagemma a fuggire e a raggiungere le montagne abruzzesi e successivamente Roma.
Nel 1950 fonda Nomadelfia, una comunità sorta a Fossoli nell'ex campo di concentramento presso Carpi in Emilia.
Nel 1952 troviamo Dolci a Trappeto (Pa) , dove, con un esiguo gruppo di collaboratori volontari, avvia la sua opera di intervento organico per lo sviluppo della Sicilia occidentale.
Da quel momento in poi, nel quadro di una lotta non violenta, è tutto un susseguirsi di digiuni, marce ed azioni di denuncia.
Digiuno sul letto di un bimbo morto di fame
Digiuno per la costruzione della diga dello Jato
Digiuno dei mille sulla spiaggia di San Cataldo
Sciopero alla rovescia a Partinico quando centinaia di disoccupati si mettono al lavoro per riattivare una trazzera intransitabile
Arresto di Dolci
Caso Dolci con numerosi intellettuali italiani e stranieri schierati in comitati di solidarietà e mozioni di protesta
Ritiro del passaporto ad opera del Ministero degli Interni presieduto da Tambroni, con l'assurda motivazione di avere, con le sue opere, diffamato l'Italia all'estero
Digiuno a Cortile Cascino
Digiuno per la diga sul Belice
Denuncia delle connivenze politico-mafiose offrendo precisi documenti in un Convegno di studi organizzato a Roma al Circolo della Stampa da alcune riviste
Condanna a due anni di prigione per diffamazione
Digiuno a Castellammare del Golfo
Duecento chilometri di marcia per la Sicilia occidentale e per un mondo nuovo
Protesta antimafia davanti al Parlamento a Roma
Marcia per la pace nel Vietnam
Manifestazione antifascista a Roma che vede partecipare trecentomila persone
Dagli anni '70 Dolci appare più impegnato sul versante educativo, in una ricerca che troverà espressione concreta nel Centro sperimentale di Mirto e nelle attività del Centro studi e iniziative.
Continua intanto l'assiduo contatto col mondo dei giovani che porta Dolci nelle principali università americane ed in tutto il mondo
Oltre alla ripetuta candidatura al Premio Nobel per la pace, Dolci ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui la Medaglia d'oro per aver tenuto vivi gli ideali della Resistenza e il Premio Sonning dall'Università di Copenaghen per il suo contributo alla civilizzazione europea.
E poi era pure poeta.

Quasi sta in uno sguardo
dai monti attorno alla pianura, al mare
la valle da irrigare.
                          Dall'alto non vedi
sudare schiene ricurve tra le vigne
mentre pochi ruffiani impoltronati nei caffè
guadagnano ridacchiando;
odora pane vero dalle case
nell'aroma del mare.

E se guardi dall'alto nella sera
verso i lumi del golfo, pure sai
quanti spari hanno visto
                             e in quel sangue
diventare ministri i mandatari
degli assassini -
gli sbirri ringhiano fino che sei debole,
quando diventi forte si scappellano.

Basta entrare nel buio delle case
a intendere; se le creature
a una a una s'ignorano,
                                mancano -
baciando i peli ai propri parassiti.