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sabato 12 marzo 2016

Derek Walcott, da EGRETTE BIANCHE, In Italia, IV, trad.A. Panciroli




 Da  un poeta " caraibico" come Walcott una visione al tempo stesso classica ed originale dell' Italia...


Roads shouldered by enclosing walls with narrow
cobbled tracks for streets, those hill towns with their
stamp-sized squares and a sea pinned by the arrow
of a quivering horizon, with names that never wither
for centuries and shadows that are the dial of time. Light
older than wine and a cloud like a tablecloth
spread for lunch under the leaves. I have come this late
to Italy, but better now, perhaps, than in youth
that is never satisfied, whose joys are treacherous,
while my hair rhymes with those far crests, and the bells
of the hilltop towers number my errors,
because we are never where we are, but somewhere else,
even in Italy. This is the bearable truth
of old age; but count your benedictions—those fields
of sunflowers, the torn light on the hills, the haze
of the unheard Adriatic—while the day still hopes
for possibility, cloud shadows racing the slopes.


















Le strade  fiancheggiate da alte mura con gli stretti
vicoli acciotolati, e quei paesi sulle colline
con francobolli di piazze e un mare inchiodato dalla freccia
di un tremulo orizzonte, con nomi che non appassiscono
nei secoli e ombre che sono il quadrante del tempo. Una luce
più vecchia del vino  e una nube come una tovaglia
stesa per pranzo sotto le foglie . Sono venuto tardi
in Italia, ma meglio ora, forse, che in gioventù ,
in quella età mai soddisfatta e dalle gioie traditrici,
mentre ora i miei capelli rimano con quelle creste distanti
e sulle colline le campane contano i miei errori
perchè non siamo mai dove siamo, ma altrove,
anche in Italia. Questa è la verità  sopportabile
della vecchiaia; eppure sei stato un uomo fortunato: quei campi
di girasoli, la luce indecisa sulle colline,  la foschia
dell' inudibile Adriatico, mentre il giorno  spera ancora
in una possibilità,e  ombre di nubi scorrono sui pendii.



martedì 16 febbraio 2016

da EGRETTE BIANCHE, Derek Walcott, traduzione Matteo Campagnoli, This page is a cloud...


                 This page is a cloud





This page is a cloud between whose fraying edges
a headland with mountains appears brokenly
then is hidden again until what emerges
from the now cloudless blue is the grooved sea
and the whole self-naming island, its ochre verges,
its shadow-plunged valleys and a coiled road
threading the fishing villages, the white, silent surges
of combers along the coast, where a line of gulls has arrowed
into the widening harbour of a town with no noise,
its streets growing closer like a print you can now read,
two cruise ships, schooners, a tug, ancestral canoes,
as a cloud slowly covers the page and it goes
white again and the book comes to a close.






























Questa pagina è una nuvola tra i cui margini sfilacciati
appare a squarci un promontorio con le montagne
poi scompare di nuovo finché ciò che emerge
dall' azzurro ormai sgombro è il mare scanalato
e l' intera isola che si nomina da sé, i suoi bordi ocra,
le valli immerse nell' ombra e una strada tortuosa
che infila i villaggi, le ondate bianche e silenziose
dei frangenti lungo la costa, dove una fila di gabbiani sfreccia
verso il porto che si amplia in una città senza rumori,
le sue strade si avvicinano come caratteri che adesso 
                                                                 riesci a leggere,
due navi  da crociera, golette, un rimorchiatore, canoe ancestrali,
mentre la pagina  è coperta lentamente da una nube
e torna bianca e il libro si chiude.

domenica 30 agosto 2015

Bleecker Street, Summer by Derek Walcott : The Poetry Foundation, trad. A. Panciroli

                      Bleecker Street, Summer by Derek Walcott : The Poetry Foundation


Summer for prose and lemons, for nakedness and languor,
for the eternal idleness of the imagined return,
for rare flutes and bare feet, and the August bedroom
of tangled sheets and the Sunday salt, ah violin!



Estate per  prosa e limoni, per nudità e languore,
per l'eterna pigrizia dell' immaginato ritorno,
per flauti rari ed i piedi scalzi, e in agosto la stanza da letto
di lenzuola stropicciate e di sale della domenica, ah violino!

Quando spremo i tramonti estivi,  è un mese
di fisarmoniche di strada e irrigatori che
bagnano la polvere, piccole ombre che si allontanano.

E' l'inizio e la fine della musica, Italia mia, su Bleecker,
ciao, Antonio,  e le grida d'acqua dei bambini
stracciano  il cielo colorato di rosa in ruscelli di carta;
è il crepuscolo nelle narici e nell'odore dell'acqua
lungo strade piene di rifiuti che non portano acqua
ed in mente un raduno di isole e limoni.

E questo è l'Hudson, come un mare ardente.
Ti spoglierei  nella torrida estate
e riderei e asciugherei la tua carne bagnata se mai verrai.



Ma vedi anche la traduzione. di Matteo Cioli:

L’estate per la prosa e i limoni, per la nudità e il languore,
per l’eterna indolenza del ritorno immaginato,
per i rari flauti e i piedi scalzi, e la stanza da letto in agosto
dalle lenzuola arruffate e il sale della domenica, ah violini!

‘Quando premo i crepuscoli estivi insieme, è
un mese di fisarmoniche di strada e spruzzatori
che adagiano la polvere, piccole ombre che fuggono da me.


E’ musica che si apre e si chiude, Italia mia, su Bleecker,
ciao, Antonio, e le grida d’acqua dei bambini
che strappano il cielo rosa in rivoli di carta;
è il crepuscolo nelle narici e nell’odore dell’acqua
lungo strade imbrattate che non ti portano all’acqua,
e isole e limoni raccolti nella mente.

‘Laggiù c’è l’Hudson, in fiamme come il mare.
Ti spoglierei nell’afa estiva, e riderei e asciugherei
la tua pelle bagnata se mi venissi a trovare.



*



sabato 22 agosto 2015

Night In The Gardens Of Port Of Spain - Poem by Derek Walcott, trad. Alessandro Panciroli




                              Night In The Gardens Of Port Of Spain


from National Geographic



Night, the black summer, simplifies her smells
into a village; she assumes the impenetrable

musk of the negro, grows secret as sweat,
her alleys odorous with shucked oyster shells,

coals of gold oranges, braziers of melon.
Commerce and tambourines increase her heat.

Hellfire or the whorehouse: crossing Park Street,
a surf of sailor's faces crest, is gone

with the sea's phosphoresence; the boites-de-nuit
tinkle like fireflies in her thick hair.

Blinded by headlamps, deaf to taxi klaxons,
she lifts her face from the cheap, pitch oil flare

toward white stars, like cities, flashing neon,
burning to be the bitch she must become.

As daylight breaks the coolie turns his tumbril
of hacked, beheaded coconuts towards home.


La notte, nera estate, semplifica i suoi odori
in un villaggio; assume l'impenetrabile afrore

muschiato del negro, diventa segreta come  sudore,
i suoi vicoli sanno di  gusci d'ostriche sgusciati.

di braci d'arance dorate, di bracieri di meloni.
Commerci e tamburelli  la rendono più calda.

Fuoco infernale o forse il bordello, un'onda di
facce da marinaio s'infrange traversando Park Street,

se ne va  con la fosforescenza del mare, le boites de nuit (1)
come lucciole risplendono nell'intrico dei suoi capelli.

Accecata dai fanali , sorda ai clacson dei taxi,
solleva il volto dalla volgare  fiamma del petrolio

verso  stelle bianche come città,verso il bagliore dei neon,
bruciando dalla voglia di essere la puttana che diventerà.

Al sorgere del sole, il coolie volge verso casa
il suo carretto di noci di cocco tagliate con l'accetta.


 ____________________________________________________

(1) Night club


                                                              Traduzione di Alessandro Panciroli





domenica 28 luglio 2013

BECUNE POINT, II , by Derek Walcott


Becune Point, by D. Walcott



BECUNE POINT, II


The incredible blue with its bird-inviting cloud,
in which there are crumbling towers, banners and domes,

and the sliding Carthage of sunsets, the marble shroud
drawn over associations that are Greece’s and Rome’s

and rarely of Africa. They continue at sixty-seven
to echo in the corridors of the head, perspectives

of a corridor in the Vatican that led, not to heaven,
but to more paintings of heaven, ideas in lifted sieves

drained by satiety because great art can exhaust us,
and even the steadiest faith can be clogged by excess,

the self-assured Christs, the Madonnas’ inflexible postures
without the mess of motherhood. With this blue I bless

emptiness where these hills are barren of tributes
and the repetitions of power, our sky’s naive

ceiling without domes and spires, an earth whose roots
like the thorned acacia’s deepen my belief







L'incredibile blu e per gli uccelli il sicuro invito di una nuvola,
con le sue torri pericolanti, e gonfaloni e cupole,

e la scivolosa Cartagine dei tramonti, il sudario di marmo
steso su associazioni che appartengono a Grecia e Roma

e raramente all' Africa. A sessantasette anni continuano
a rimbombarmi nei corridoi della testa, prospettive

di un corridoio in Vaticano che conduce, non in Cielo,
ma ad altri dipinti del Cielo, idee in un setaccio alzato

scolato dalla sazietà perché la grande arte può logorarci,
ed anche la fede più costante può essere intasata dall'eccesso,

i Cristi troppi sicuri di sè, le inflessibili posture della Madonna
senza il caos della maternità. Con questo blu io benedico

il vuoto dove queste colline sono aride di riconoscimenti
e le ripetizioni del potere, la base delle nubi del nostro cielo

ingenuo senza cupole e guglie, una terra le cui radici,
come quelle delle acacie spinose, rinforzano la mia fede.

sabato 27 luglio 2013

Becune Point by Derek Walcott










In an interview with Rose Styron in 1997, Derek Walcott described the place where he lives in St. Lucia as “here . . . near the sea, up at Becune Point.” Becune Point juts out to sea at the northwest tip of St. Lucia. It is open to the sea on three sides and looks out to Pigeon Island and the ghosts of St. Lucian history Walcott unearthed through Major Plunkett’s dreams of a soldier ancestor stationed at Pigeon Island during the Battle of the Saintes. The house in which he lives was purchased shortly after his being awarded the Nobel Prize. As Hilton Als described it in the New Yorker in 2004:

Walcott’s house is actually three houses resting on a bluff above the sea. There’s the main house, where he and Sigrid eat and sleep; his studio; and another little house, for guests. At the center of the structures is a white lap pool. The interior of the main house is dark, and the rooms are like cabins on a ship. There are couches and bookcases. Walcott’s studio has a loft with a bed. On the lower level, where he works, some of his paintings are stacked on the floor or tucked into big wooden flat files. His manual typewriter, an Olivetti, faces the sea. Sigrid told me, “When Derek won the prize, he said, ‘Quick, find a house!’ He never really owned much of anything before.”





We set out to walk to Becune Point, looking for the spot from which Walcott had painted his beautiful watercolors of the Point-that “incredible blue with its bird-inviting cloud” as he writes in Omeros. We started our walk at the old Great House at Cap Estate, formerly a 1,500 acre plantation now subdivided into lots for luxury homes. Next to the house (now a restaurant) stands the open-air Derek Walcott Center Theater.


We made our way down the hill past a housing development , heading towards the sea and the Point. A young man on horseback pointed us in the direction of the water, where, as if in a vision, we found the horses Walcott describes in his St. Lucian epic....

Questa introduzione è presa da REPEATING ISLANDS http://repeatingislands.com/2009/03/24/derek-walcott-and-becune-point/




Becune Point
BY DEREK WALCOTT

Stunned heat of noon. In shade, tan, silken cows
hide in the thorned acacias. A butterfly staggers.
   
Stamping their hooves from thirst, small horses drowse
or whinny for water. On parched, ochre headlands, daggers

of agave bristle in primordial defense,
like a cornered monster backed up against the sea.

A mongoose charges dry grass and fades through a fence
faster than an afterthought. Dust rises easily.

Haze of the Harmattan, Sahara dust, memory’s haze
from the dried well of Africa, the headland’s desert

or riders in swirling burnooses, mixed with the greys
of hills veiled in Impressionist light. We inherit
 
two worlds of associations, or references, drought
that we heighten into Delacroix’s North Africa,

veils, daggers, lances, herds the Harmattan brought
with a phantom inheritance, which the desperate seeker

of a well-spring staggers in the heat in search of—
heroic ancestors; the other that the dry season brings

is the gust of a European calendar, but it is the one love
that thirsts for confirmations in the circling rings

of the ground dove’s cooing on stones, in the acacia’s
thorns and the agave’s daggers, that they are all ours,

the white horsemen of the Sahara, India’s and Asia’s
plumed mongoose and crested palmtree, Benin and Pontoise.

We are history’s afterthought, as the mongoose races
ahead of its time; in drought we discover our shadows,

our origins that range from the most disparate places,
from the dugouts of Guinea to the Nile’s canted dhows.






Stupefatta arsura del mezzogiorno. Nell'ombra, mucche pezzate dal serico mantello
si nascondono tra le acacie spinose. Vacilla una farfalla.

Pestando gli zoccoli per la sete, cavallini sonnecchiano
o nitriscono per l'acqua. Sui promontori riarsi, color d'ocra, gli aculei

delle agavi si rizzano in primordiale difesa,
come un mostro con le spalle al muro appoggiato contro il mare.

Una mangusta ruba un poco d' erba secca  e svanisce traverso uno steccato
più veloce di un riflesso. Polvere si alza indifferente.

Foschia dell' Harmattan, polvere del Sahara, foschia della memoria
dai pozzi prosciugati d'Africa, il deserto del promontorio

o cavalieri in mantelli volteggianti, confusi con i grigi
delle colline velate da una luce Impressionista. Noi ereditiamo

due mondi di associazioni, o di riferimenti, la siccità
che esasperiamo nel Nord Africa di Delacroix,

e le vele,i  pugnali,le lance, che raduna il vento di Harmattan portato
con irreale retaggio, in cui il cercatore disperato

di una fresca sorgente barcolla nella calura alla ricerca di --
eroici antenati; l' altra cosa che la stagione secca porta

è la raffica di  un calendario Europeo, ma è il solo amore
che ha sete di conferme negli anelli volteggianti

del tubare delle tortore  sulle rocce, tra le spine
delle acacie e gli aculei delle agavi, e sono tutti nostri,

i bianchi cavalieri del Sahara, la mangusta pelosa e
la palma crestata d'India e d'Asia, Benin e Pontoise.

Siamo il riflesso della storia, come la mangusta corre
in anticipo sui tempi; nella siccità scopriamo le nostre ombre,

le nostre origini che spaziano dai luoghi più diversi,
dalle piroghe della Guinea al curvo sambuco del Nilo.



martedì 2 luglio 2013

THE SCHOONER FLIGHT di Derek Walcott, traduzione di Alessandro Panciroli



















1 Adios, Carenage.


Nel pigro Agosto, quando il mare è calmo
e le foglie delle isole marroni si incollano al bordo
di questo Caribe, spengo  la luce
sul viso senza sogni di Maria Concepcion
da marinaio mi imbarco sullo schooner Flight.
Nel cortile qua fuori già l'alba s'ingrigia,
sono come impietrito , e null'altro si muove
tranne il mare freddo che s'increspa come un tetto ondulato
ed i buchi delle stelle inchiodati sul tetto del cielo,
finchè il vento si alza e s'intreccia tra i rami.
Passo davanti alla vicina noiosa che spazza il cortile
mentre io me ne vado, e a momenti le dico:
" Fai piano, tu, strega, potresti svegliarla, il suo sonno è leggero"
ma la stronza mi guarda attaverso come  fossi già morto.
Le luci accese, un ' auto a noleggio m'accosta,
Il tassista squadra il bagaglio con un largo sorriso:
"Stavolta, Shabine, ce l'hai quasi fatta".
Non rispondo al cretino, mi sprofondo del tutto
nel sedile di dietro a guardare il cielo che brucia
su Laventille, rosa come la sottoveste
che la mia donna indossava ,e mentre dormiva io l'ho lasciata,
e mentre guardo nello specchietto vedo un uomo
identico a me, e l'uomo piangeva , piangeva
per le case, la strada , per quel cazzo di isola che abbandonava.

Gesù, abbi pietà di tutte le cose che dormono
di quella carogna di cane in  Wrighston Road,
fino a quando io stesso fui un cane in queste strade;
se amare queste isole deve essere il mio fardello,
la mia anima  prenderà  il volo lontana da ogni male.
Ma cominciano già ad avvelenarmi l'anima
con le loro grandi ville, grandi auto, la grande corruzione,
schiavi, negri, creoli francesi e siriani,
e allora fuggo, fuggo da loro e dai loro carnevali -
mi faccio un bagno al mare, solo per la mia strada.
Conosco queste isole da Monos a Nassau,
un marinaio roscio dagli occhi verde mare
che hanno soprannominato Shabine, così  loro chiamano
i mulatti ,ed io , Shabine, ho  visto
questi bassifondi dell' impero quando erano un vero paradiso.
Sono solo un mulatto che ama il mare,
ho avuto una sana educazione coloniale
ho in me qualcosa dell' Olandese, del negro e dell' Inglese,
ed io non sono nessuno, o sono una Nazione.

Ma Maria Concepcion era il mio solo pensiero
mentre guardavo il mare ondeggiare su e giù
e le prue  dei dory, degli schooner, degli yacht
erano di nuovo dipinte  dalle pennellate del sole
che  indicavano il suo nome ad ogni riflesso;
sapevo che quando la sera dagli scuri capelli avesse indossato
la  seta luminosa del tramonto, e piegando il mare,
avesse camminato di nascosto sotto la vela con una risata piene di stelle,
allora non ci sarebbe quiete, non avrei potuto scordarla.
E' come parlare delle resurrezione a chi piange un defunto
attorno ad una tomba, loro vogliono indietro il morto,
così sorrido a me stesso quando la cima di prua  si scioglie
ed il Flight dondola verso l'alto mare: " Non si usa ripetere
che il mare ha più pesce. Io non voglio che lei
si vesta nella luce asessuata di un serafino,
voglio i suoi occhi tondi marroni da scimmietta, e
fino a giorno quando potrò appoggiarmi e ridere,
quegli artigli che mi solleticano la schiena  sudata
la domenica pomeriggio, come un granchio sulla sabbia bagnata."

Mentre lavoro, guardando le onde putride seguire
dietro la prua che taglia il mare come una forbice,
giuro a voi tutti, sul latte di mia madre,
sulle stelle che voleranno via dalla fornace di questa notte,
che li ho amati, ho amato i miei figli, mia moglie, la mia casa;
li ho amati come i poeti amano la poesia
che li uccide, così come i marinai affogati amano il mare.

Hai mai cercato da una qualche spiaggia solitaria
di vedere uno schooner lontano? Bene, quando scriverò
questa poesia, ogni frase si impregnerà di sale;
disegnerò , annoderò i miei versi stretti come
le cime in queste manovre; con semplici parole
la mia lingua comune sarà  il vento,
le mie pagine saranno le vele di questa goletta.
Ma lasciatemi dire come questo affare ebbe inizio.


2 Estasi degli abissi

Wiskey di contrabbando per O' Hara, tutto mani in pasta col governo
tra Cedros e l'America Spagnola, così eravamo al sicuro dalla Guardia Costiera
e con le piroghe spagnole ci incontravamo sempre a metà strada,
ma una voce continuava a dirmi: " Shabine, vedi questo affare
di giocare ai pirati?" Bè, detto e fatto!
Fine del mercato. Ed anche io sono finito per una donna,
per i suoi pizzi e i suoi merletti, Maria Concepciòn.
Ahimè, la prossima cosa che vengo a sapere, è che una qualche Commissione di Inchiesta era in corso per condurre un gran quiz,
dove lui stesso era il capo degli investigatori.
Bene, sapevo dannatamente bene chi sarebbero stati i coglioni,
non certo quello squalo nella sua pelle di squalo, ma i suoi pesci pilota,
noi mulatti in brache di tela, due negri come me e te.
Quel che è peggio, litigavo con Maria Concepciòn,
volavano piatti e non solo, allora giurai: " Basta!" Mai più!
Stavo distruggendo la mia casa, la mia famiglia...
Ero così in bolletta che desideravo solo spassarmela
e ubriacarmi in quella fottutissima Port of Spain;
le sole monete d'argento che avevo erano quelle sul mare.

Li hai visti quei ministri sull " Express",
protettori del povero - una mano sul di dietro,
e uno stuolo di poliziotti solo per difendere le proprie case,
e fiumi di Scotch dalla porta di servizio.
Quanto a quel ministro-mostro che trafficava in alcool,
quel mezzo Siriano- Sahariano , mi incazzai così tanto
nel vedere quella faccia spalmata di cipria, quelle verruche,
quelle palpebre di pietra come  di un dinosauro incrostato
da melma primordiale, in mezzo al lampeggiare dei flash
che dissi: " Shabine, questa è merda pura!"
Ma quello mandò a chiamare qualcuno per sbattermi fuori
dal suo ufficio quasi fossi un artista.! Quello stronzo era così
borioso che non poteva abbassarsi a prendermi a calci da solo.
Ho visto cose da far vomitare uno schiavo
in questa Trinidad,  Repubblica d'inutili inglesi.

Non potevo togliermi dalla testa il rumore del mare,
le conchiglie delle orecchie cantavano Maria Concepciòn,
allora mi buttai nei recuperi subacquei con un pazzo Irlandese,
un certo O' Shaugnessy, e con un cazzo d'inglese detto Head,
ma questi Caraibi sono così incastrati con la morte
che quando avrei dovuto scomparire nell'acqua color smeraldo,
la cui volta fluttuava come una tenda di seta,
li vidi diventare coralli: cervello, fuoco, gorgonie,
dita di uomini morti, e poi loro, i morti.
Vidi che la sabbia fine era le loro ossa
macinate fini dal Senegal al San Salvador,
e così, alla terza immersione, mi prende il panico e per un mese
emergo all'Ostello del Marinaio. Brodo di pesce e sermoni.
Quando ripensai al dolore che avevo causato a mia moglie,
quando vidi i problemi che avevo avuto con quell'altra donna,
mi misi a piangere sott'acqua, sale cerca sale,
perchè la sua bellezza era caduta su di me come una spada
separandomi dai miei figli, carne della mia carne!

Poi c'era quella chiatta da St.Vincent, ma era troppo profonda
per rimetterla a galla. Quando bevevamo, quel cazzo di inglese
si stancava dei miei singhiozzi per Maria Concepciòn.
Diceva che gli sarebbe venuta un'embolia. Beato lui!
La pena nel cuore per Maria Concepciòn,
la ferita che avevo inferto a mia moglie, ai miei figli,
era peggio di una embolia. Nell' abisso dell'estasi
non c'erano fissure nella roccia dove potesse nascondersi la mia anima
come fanno le sule ad ogni tramonto, nè spiagge di luce
dove potersi riposare, come fanno i pellicani,
così una volta l'estasi mi colse, e  vidi Dio
in una cernia arpionata che sanguinava, e da lontano
una voce diceva: "Shabine, se solo tu la lasciassi,
se tu la lasciassi, ti donerei la stella del mattino."
Quando lascia il manicomio, tentai con altre donne
ma quando me le vedevo davanti tutte nude, le loro fiche aguzze
pungevano come ricci di mare e non potevo immergermi.
Il cappellano mi ronzava intorno. Non gli diedi mai retta.
Gesù, dove sarà mai il mio ristoro? E dove il mio porto?
Dove sarà il cuscino che non dovrò pagare
e la finestra da cui guarderò e che incornicia la mia vita?



3 Shabine lascia la Repubblica

Non ho altra nazione che l' immaginazione.
Dopo l'uomo bianco, anche i negri non mi vollero
quando a loro toccò il potere.
Il primo che incontro mi ammanetta e si scusa, " La Storia";
il secondo disse che non ero abbastanza nero per il loro orgoglio.
Ma ditemi, quale potere, su queste rocce sconosciute -
una Aeronautica d'aerei agricoli, I Vigili del Fuoco,
la Croce Rossa, il Reggimento, due, tre cani poliziotto
che sfilano prima che tu finisca d'abbaiare "Parata?"
Incontro la Storia una volta, ma non mi riconosce,
un Creolo incartapecorito, con delle verruche
come una vecchia bottiglia di mare, che striscia come un granchio,
tra i buchi dell'ombra proiettata dal parapetto
di un balcone ; color crema il vestito , crema anche il cappello.
Gli vado incontro e grido: " Signore, io Shabine!
Dicono essere tuo nipote. Ricordare Nonna,
tua cuoca negra, per niente?" Lo stronzo si raschia la gola e scatarra.
Uno sputo che vale più di mille parole.
Ma questo è tutto quello che quei bastardi ci hanno lasciato. parole.

Non credetti più a lungo nella rivoluzione.
Perdevo fiducia nell'amore della mia donna.
Ho visto il momento che Aleksandr Blok
cristallizza ne " The Twelve". Accadde
tra la sede della Polizia Marittima e l'hotel Venezuelana
una mattina a mezzogiorno. Ragazzi che usavano le camicie invece
delle bandiere,  con i petti in fuori aspettando di farsi ammazzare.
Hanno continuato a marciare verso le montagne, ed
il loro rumore cessò come la schiuma che affonda nella sabbia.
Affondarono nelle colline luminose come pioggia, ognuno col suo
proprio nembo, lasciando per strada le camicie
e l'eco del potere alla fine della strada.
Pale d'elica girano sopra al Senato;
i giudici, dicono,  ancora sudano in cremisi,
in Frederick Street gli sfaticati sono tutti in marcia
rimanendo fermi, il Bilancio volta pagina.
E' meglio che per i film delle 12.30 i proiettori
non si rompano, altrimenti sarebbe la rivoluzione. Aleksandr Blok
entra e si siede  nella terza fila della galleria mangiando
un gelato di cioccolata, mentre aspetta uno spaghetti Western
con Clint Eastwood , partecipazione speciale di Lee Van Cleef.



4 Il Flight doppia Blanchisseuse

Al crepuscolo il Flight doppia Blanchisseuse.
Di nuovo i gabbiani volteggiano come da un cannone
e la schiuma, da bianca che era, diventa ambra,
il faro e la stella sono già amici,
su ogni spiaggia ha fine il lungo giorno,
e là, sull'ultimo lembo di sabbia,
su una spiaggia spoglia di tutto tranne che della luce,
mani scure iniziano a salpare le lunghe reti
dal mare scuro, lontano, lontano verso l' entroterra.




5 Shabine incontra il Passaggio Centrale

Amico, prima che venga l'alba sgaiattolo in cambusa
a farmi un po' di caffè; una spira di fumo dal mare
come il vapore dalla caffettiera che metto giù pian
piano, 'chè non posso credere a quel che vedo:
là dove l'orizzonte era una sola argentea foschia,
la nebbia vortica e s'ammassa sulla velatura, così vicina
da poter vedere che era un vessillo, mi si rizzano i capelli in testa,
era orribile, ma era anche molto bello.
Ci muoviamo attraverso una frusciante foresta di navi
dalle vele asciutte come carta, da dietro l'oblò
vedo uomini con le orbite degli occhi corrose come cannoni,
e ogni volta che le loro ciurme mezze  nude incrociavano il sole,
potevi vederne le ossa come foglie contro luce; fregate, brigantini,
la marea contraria li spingeva verso di noi,
e, alti sui ponti di comando, vedevo i grandi ammiragli,
Rodney, Nelson, de Grasse, potevo sentire gli ordini rauchi
che davano a quegli Shabine, e quella foresta
di alberi maestri  dritti contro il Flight,
e tutto quello che potevi sentire era il rumore spettrale
delle onde che frusciavano come l'erba sotto un vento radente
ed il sibilare delle alghe trascinate  lungo la chiglia;
passano lentamente trascinate da est  verso ovest
come se questo globo fosse un traballante mulino ad acqua,
ogni nave cola come un secchio di legno
ripescato dal fondo; mi tornano in mente
tutti i marinai prima di me, infine il sole
riscalda il cerchio dell' orizzonte e tutto scomparve tra la nebbia.

Ora davanti a noi passano le navi negriere. Bandiere di tutte le nazioni
i nostri padri rinchiusi sotto coperta, troppo in basso, suppongo
per poter sentire le nostre urla. Allora non urliamo più.. Chi conosce
i propri  avi, o almeno i loro nomi?
Domani il nostro approdo è Barbados.



6 Il Marinaio risponde cantando alle Casuarine

Li puoi vedere sulle basse colline delle Barbados
solidi come frangivento, aghi per gli uragani,
indietro, come alberi maestri, il cirro di vele strappate;
quando ero verde come loro, mi trovavo a pensare
che quei cipressi, curvi contro il vento,
e  con il sibilo del vento tra i rami,
non erano veramente cipressi ma casuarinas.
Adesso il capitano li chiama cedri del Canada.
Ma siano cedri, cipressi, oppure casuarinas,
chi li chiamò così aveva i suoi buoni motivi,
guardando i loro tronchi inclinati piangere come donne
dopo la tempesta, quando le navi tornavano a casa
con la notizia di altri marinai dispersi in mare.
Una volta il suono " cipresso" pareva avere più senso
che il verde "casuarinas", anche se nel vento,
qualunque dolore li piegasse era la stessa cosa,
poichè erano solo alberi senza null'altro in testa
che slanciarsi in cielo o custodire una tomba;
ma noi viviamo come i nostri nomi  e dovresti
essere uno delle colonie per sapere la differenza,
per sapere il dolore della storia che le parole possono portare,
per amare quegli alberi di un amore minore
e per credere: "  Quelle Casuarinas si piegano nelle pioggia
come mogli di marinai. Sono alberi classici , e noi
se viviamo come i nomi che piacciono ai nostri padroni,
potremo diventare uomini con una precisa imitazione".



7 Il Flight getta l' ancora a Castries

Quando su Castries erano giovani anche le stelle
amavo solo te ed amavo il mondo intero.
Cosa importa se le nostre vite sono così diverse?
Oppresse dall'amore di figli così diversi?
Quando penso al tuo viso giovane lavato dal vento
e alla tua voce che ride sommessa nel fragore del mare?
Le luci sono spente sul promontorio di La Toc
tranne che nell' Ospedale. Di fronte a Vigie
le arcate del porticciolo fanno la guardia. Ho mantenuto
la mia promessa , ti lascio la sola cosa che veramente possiedo,
a te che per prima ho amato: la mia poesia.
Noi qui per questa notte. Domani  la Flight sarà partita.


8 Lotta con la ciurma 

C' era a bordo un figlio di troia,  mi chiamava così,
ed era il cuoco,  un cazzone di St. Vincent
butterato come un albero della gomma, dalla corteccia rossa spelacchiata
e  slavati occhi azzurri; non mi dava tregua,
come per dimostrare che era bianco. Avevo un quaderno,
proprio questo qui,  che usavo per scrivere
le mie poesie, e quello un giorno me lo
strappa di mano, e lo getta di qua e di là
in mezzo alla ciurma, strillando, " Prendilo, prendilo",
e continua a sfottermi come se fossi una donnicciola
per via delle poesie. A volte ci vuole un bel pugno,
a volte uno scalmo , a volte un coltello -
stavolta ci voleva il coltello. Bene,"  falla finita" gli dico,
ma quello continua a leggere, " O figlio mio, o moglie mia,"
e mentre recita fa finta di piangere, per far ridere gli altri;
il coltello argenteo scatta come un pesce volante,
glielo affondo proprio dentro il polpaccio,
e quello sviene così lentamente,  diventa più bianco
del bianco che pensava di essere. Penso  che  questa
sia roba da uomini. Non sarà giusto
ma è così. Non c'è stato troppo dolore,
parecchio sangue, questo sì,  e Vincie ed io siamo più amici,
ma nessuno di loro  ha più rotto per le mie poesie.




9 Maria Concepciòn ed il Libro dei Sogni

Il frastuono del jet che passava sopra la Flight
apriva un sipario nel passato.
" Dominica a prua!"
                              "Ci sono ancora dei Caribi là!"
" Un giorno ci saranno solo aerei, niente più navi."
" Vince, Dio non ha creato i negri  per farli volare. "
" E' il progresso, Shabine, e questo è tutto.
Il progresso che lascerà indietro tutti noi di questi isolotti"
Io ero al timone, accanto a me Vince
alla randa. Una giornata fresca, vibrante. Il mare spumeggiante.
" Del progresso dovresti chiedere ai Caribi.
Li stanno uccidendo a milioni, chi in guerra,
chi ai lavori forzati nelle miniere,
in cerca d'argento, dopo quei negri; ancora
progresso. Fin quando non vedo segni di cambiamento
nel genere umano, Vince, non parlarmi di progresso.
E' solo uno sporco gioco delle storia.
Chiedi a quella triste isoletta verde cui ci avviciniamo.."
Isole verdi, come manghi in salamoia.
In un sale così aspro guarisca la mia ferita,
io con la mia forza da marinaio.
Quella notte, con il cielo che scintillava gelido di fuochi,
corsi come un Caribe per tutta la Dominica,
le narici soffocate dal ricordo del fumo;
sentivo le urla dei miei figli che bruciavano,
mangiai i funghi magici, i funghi
del parasole del diavolo sotto le rocce bianche e lebbrose;
a colazione  foglie ammuffite in foreste perdute,
foglie grandi come mappe, e quando sentii il rumore
della marcia dei soldati attraverso il fogliame,
malgrado il mio cuore stesse scoppiando, mi alzai e corsi
tra le lame di foglie di banano taglienti come lance;
col sangue della mia razza, ho corso, amico,
con piedi muschiati veloce come un uccello dipinto;
poi cado, ma cado giusto vicino a un torrente gelido
sotto fresche fontane di felci, e un pappagallo che urla
e becca i rami secchi, e annegai, infine,
tra grandi ondate di fumo; poi quando quell'oceano
di fumo nero passa e se ne va,ed il cielo schiarisce,
non rimase più nulla tranne il Progresso, se Progresso è
un' iguana immobile come una giovane foglia sotto i raggi del sole.
Urlo cercando Maria, Maria ed il suo Libro dei Sogni.

Le bloccava il sonno, quella Bibbia da insonni,
un libretto arancione tutto sporco con l'occhio di un ciclope
sulla copertina, dalla Repubblica Domenicana.
 Le pagine ruvide erano nere con i soliti
simboli di profezia, in uno spagnolo entusiasta;
A destra il palmo aperto di una mano, sezionato e numerato
come il diagramma di un macellaio, rivelava il futuro.
Una notte; in una febbrile, radiosa malattia,
lei mi dice, " Portami il libro, la fine è giunta."
Lei disse: " ho sognato di balene e di una tempesta,"
ma per quel sogno, il libro non aveva risposte.
La notte seguente sognai di tre vecchie,
senza volto come bachi da seta, che cucivano il mio destino,
e gli urlavo di andarsene da casa mia,
e  tentavo di scacciarle con una scopa,
ma come se ne andavano, così tornavano indietro strisciando,
finchè iniziai ad urlare e piangere, la mia carne
piangeva di sudore, e lei strappava le pagine
in cerca del significato del sogno, ma non c'era niente,
i miei nervi si sciolsero come una medusa -  questo accadeva
                                                                                   quando mi svegliai-
mi trovarono che urlavo nella Savannah.

Tutti voi mi vedete parlare al vento e pensate sia pazzo,
Bene, Shabine, ha messo le briglie ai cavalli del mare;
mi vedete guardare il sole fino a bruciarmi gli occhi,
e allora voi pazzi credete che Shabine sia un folle,
ma. ascoltate, non conoscete la mia forza? Le palme da cocco
dritte nei loro reggimenti in khaki giallo,
si aspettano che Shabine regni infine su queste isole,
e sarà meglio per tutti voi che temiate il giorno che guarirò
dall'essere umano. I vostri destini sono tutti nelle mie mani,
ministri, affaristi, Shabine, vi possiede, amico,
spargerò le vostre vite come un pugno di sabbia,
io che non ho altra arma che la poesia e
le lance delle palme e lo scudo splendente del mare!


10 Fuori dagli Abissi

Il giorno appresso, il mare è scuro. Un' alba da strizzarti il culo.
" E questo vento maledetto che gira impazzito come il cervello di una donna".
Ondate lente che iniziano a frangere, sembrano le cime innevate
di una catena di monti.
                                  " Ehi, Comandante, il cielo è nero!"
"Non va bene in Agosto."
                               " Questa dannata luce così strana,
in questa stagione il cielo dovrebbe essere  chiaro come un campo".
Una razza velenosa galoppa e salta tra le onde,
la coda che sferza l'acqua,  in cielo gli albatros
con ampi giri fuggono veloci verso l'entroterra, e veloce
un nugolo di pesci volanti quasi ci piglia! Vince dice :" Hai visto?"
e un groppo di vento dalla nera criniera piomba sulle vele
come un cane su un piccione, e azzanna al collo
il Flight e lo scuote da capo a piedi.
" Gesù mio, non ho mai visto un mare diventare così mosso
e così in fretta! Quel vento arriva dalla tasca posteriore di Dio!"
"Dove ci porta il Capo? Sembra cieco!
Se dobbiamo schiattare, schiattiamo, Vince, fanculo!"
" Shabine, recita le tue preghiere, se ne hai ancora in serbo!"

Non ho amato abbastanza quelli che ho amato
Peggio del calcio di mulo del Kick-’Em-Jenny Channel
la pioggia  cade a scrosci sul Flight tra
vere montagne d'acqua. Se avevo paura?
I picchetti da tenda delle trombe marine che sorreggono il cielo
ondeggiano e tremano, le cuciture delle nuvole si strappano
e la pioggia  ci inzuppa e sento me stesso gridare:
"Sono il marinaio affogato nel suo Book of Dreams"
Ricordai loro delle navi fantasma, mi vedevo sprofondare
verso il fondo del mare pieno di vermi di mare, metro dopo metro,
la mascella tesa come un pugno, e soltanto una cosa
mi trattiene, mentre tremavo, la mia famiglia a casa, al sicuro.
Poi una forza simile a quella mi afferra e mi dice:
"Io vengo da gente semplice che ancora teme Iddio."
Fa che Egli, nella Sua potenza, salpi, con l' argano
della Sua volontà ,il Leviatano, quella bestia che sputa fuori
merletti dal suo letto sul fondo del mare; e quella era la fede
che un bambino aveva visto svanire nella chiesa metodista
di Chisel street, a Castries, quando la campana della baleniera
chiamava alla messa e, sulle panche dure come costole di balena,
cantavamo, con furia disperata, di come la nostra razza
sopravviva alle fauci del mare,  della nostra storia e dei pericoli,
ed ora  ero pronto  a qualunque cosa la morte volesse.
Ma se quella tempesta aveva una forza, era tutta sul volto del Capitano,
la barba gocciolante di spruzzi, lacrime di sale negli occhi,
crocifisso al suo posto, quel negro aggrappato ben stretto
al timone, Dio mio! come Gesù sulla croce,
ed i suoi occhi feriti  sembravano piangere per noi,
ed io che lo nutro a Rum bianco mentre ogni cresta d'onda
con la sferza del Leviatano fa tremare il Flight
come i due ladroni. L'intera notte, senza riposo,
con gli occhi rossi come l'alba, ma ora vediamo il nostro calvario
placarsi, è placato, la tempesta svanire, è svanita.
E il mare di mezzogiorno si calma mentre viene il Tuo Regno.


11 Dopo la tempesta

C'è una luce fresca dopo la tempesta
mentre tutto il mare è ancora sconvolto; e nella sua abbagliante scia
vidi allora il volto velato di Maria Concepcion
mentre sposava l'oceano, poi se ne andò alla deriva
negli ampi merletti del suo strascico da sposa
sue damigelle solo bianchi gabbiani, e poi, poi non ci fu più.
Non desiderai più nulla dopo quel giorno.
Sul mio volto, come sul volto del sole
cadeva una pioggia fine, ed il mare era calmo.

Cadi dolcemente, pioggia, sul volto capovolto del mare
come su una ragazza sotto la doccia; e rendi queste isole
raggianti come Shabine le conobbe una volta. Fa' che ogni sentiero,
ogni strada bollente, profumi come  panni appena stirati
e ancor umidi di rugiada. Il sogno è finito;
qualunque cosa la pioggia lavi ed il vento asciughi;
le nuvole bianche , il mare ed il cielo con una sola cucitura,
basteranno a vestire la mia nudità.
E se anche il mio Flight mai oltrepasserà la marea montante
di questo mare interno oltre il reef risonante
delle ultime Bahamas, sarò soddisfatto
se la mia mano avrà dato voce anche al dolore di un solo popolo.
Apri la mappa, uomo, più isole qui
che piselli  in un piatto di stagno, di tutte le dimensioni,
alte come montagne o  piccoli atolli di corallo,
e da questo bompresso , tutte le città benedico,
 il triste odore di fumo nelle colline al di là delle isole,
e l'unica strada tortuosa che si snoda verso di loro come uno spago
al di sotto dei tetti: io ho un solo ed unico argomento:
Il bompresso, la freccia, il desiderio, l'affondo del cuore -
il tiro ad un bersaglio di cui mai sapremo lo scopo,
la ricerca vana di un isola che ci risani con il suo porto
ed un' incolpevole orizzonte , dove l'ombra del mandorlo
non ferisca la sabbia. Ci sono così tante isole!
Tante isole quanti di notte sono gli astri
tra i rami di quell'albero da cui le stelle cadenti  sono scosse
come frutti che cadono  attorno allo schooner Flight.
Ma le cose devono cadere, ed è sempre stato così,
da un lato Venere, dall'altro Marte;
devono cadere, e sono un'unica cosa, proprio come questa terra
è un'isola in un arcipelago di stelle.
Il mio primo amico fu il mare. Ora, è l'ultimo.
Ora non parlo più. Lavoro, poi leggo,
accoccolato sotto  una lanterna appesa all'albero maestro.
Cerco di dimenticare cosa fosse la felicità,
e se questo non funziona, studio le stelle.
Talvolta sono solo io, e la schiuma tagliata dolcemente
quando il ponte della barca  diventa bianco e la luna apre
una nuvola come una porta, e la luce sopra di me
 è una strada che  mi riporta a casa nel pallido chiaro di luna.
Shabine ha cantato per te dalle profondità del mare.


giovedì 13 giugno 2013

da THE SCHOONER FLIGHT, di Derek Walcott, " The Flight Anchors in Castries Harbor"






StarS over Harbor /  Kenneth Turner
MDA Art Collection






















7 The Flight Anchors in Castries Harbor

When the stars self were young over Castries,
I loved you alone and I loved the whole world.
What does it matter that our lives are different?
Burdened with the loves of our different children?
When I think of your young face washed by the wind
and your voice that chuckles in the slap of the sea?
The lights are out on La Toc promontory,
except for the hospital. Across at Vigie
the marina arcs keep vigil. I have kept my own
promise, to leave you the one thing I own,
you whom I loved first: my poetry.
We here for one night. Tomorrow, the Flight will be gone.






Quando su Castries erano giovani anche le stelle
amavo solo te ed amavo il mondo intero
Cosa importa se le nostre vite sono così diverse?
Oppresse dall'amore di figli così diversi?
Quando penso al tuo viso giovane lavato dal vento
e alla tua voce che ride sommessa nel fragore del mare?
Le luci  si sono spente sul promontorio di La Toc
tranne che nell' Ospedale. Di fronte a Vigie
le arcate del porticciolo fanno la guardia. Ho mantenuto
la mia promessa , a te che per prima ho amato, lascio
la sola cosa  che possiedo: la mia poesia.
Stanotte staremo qui. Domani  la Flight partirà.

sabato 1 giugno 2013

THE SCHOONER FLIGHT di Derek Walcott, nella mia traduzione!!


Il traduttore de THE SCHOONER FLIGHT
A.Panciroli.


Non soddisfatto della traduzione, a volte veramente insoddisfacente, della traduzione de The Schooner Flight , ad opera di Roberto Mussapi per Adelphi Editore, ho deciso di tradurmela per conto mio!

In questo mio blog


 la mia nuova , fiammeggiante,traduzione della emozionante poesia di Derek Walcott.

Non è ancora completa, ma dateci un'occhiata!









giovedì 23 maggio 2013

Derek Walcott, A SEA-CHANTEY, da Mappa del Nuovo Mondo, Adelphi, trad. Barbara Bianchi






Anguilla, Adina,
Antigua, Cannelles,
Andreuille, tutte le l,
Voyelle, delle liquide Antille,
nomi che tremano come aghi
di fregate all'ancora,
panfili tranquilli come gigli,
in porti di calmo corallo,
le chiglie agili d'ebano
delle golette che cuciono gli stretti,
gli aghi degli alberi maestri
che infilano arcipelaghi
rifratto ricamo
nelle acque febbrili
delle isole del navigante,
le loro palme tosate, recline,
asta di Odisseo,
ciclopici vulcani,
stridono le loro storie,
nella pace di un verde ancoraggio
la Flight e la Phyllis,
tornate dalle Grenadine,
nomi iscritti in questo giorno di festa
nel registro della capitaneria;
i loro nomi di battesimo
le liquide lettere del mare,
Repos donnez a cils...
ed i loro carichi smaglianti
di carbone  e arance,
quieta, la furia delle loro funi.
Albeggia l'alba
sull'acqua verde cromo,
i bianchi aironi dei panfili
sono alla comunione domenicale,
le storie delle golette
sono mormorate in corallo,
i loro carichi di spugne
su arenili di isolotti,
brigantini bianchi come il bianco sale
dell' acre St. Maarten,
chiglie incrostate di cirripedi,
stive appestate da grandi tartarughe,
i cui mozzi hanno visto
l'ansimare blu del Leviatano,
gente di mare
cristiana ed intrepida.

Ora un apprendista si lava le guance
con acqua salata e luce di sole.

In mezzo al porto
un pesce rompe il giorno di riposo
con un guizzo argentato.
Le squame gli cadono
in un tintinnio di campane;
le strade della città sono d'arancio
per la luce del sole maturata in settimana,
un equilibrio sul bompresso
un giovane marinaio suona
il canto di suo nonno
su una tremante armonica;
la musica ripiega su se stessa, scemando
come fumo da galee blu,
per dissolversi vicino alle montagne.
La musica si dispiega con
le morbide vocali delle insenature,
il battesimo di vascelli,
i documenti di viaggio,
i colori delle uve marine,
l'asprezza dei mandorli marini,
l'alfabeto delle campane,
la pace di bianchi cavalli,
i pascoli dei porti,
la litania delle isole,
il rosario degli arcipelaghi,
Anguilla, Antigua,
Vergine di Guadeloupe,
e bianca-di pietra Grenada
di luce solare e colombi,
l'amen di acque calme
l'amen di acque calme,
l'amen di acque calme.






martedì 14 maggio 2013

da THE SCHOONER FLIGHT , Out of the Dephts, di Derek Walcott, trad. A. Panciroli







Next day, dark sea. A arse-aching dawn.
“Damn wind shift sudden as a woman mind.”
The slow swell start cresting like some mountain range
with snow on the top.
                               “Ay, Skipper, sky dark!”
“This ain’t right for August.”
                                  “This light damn strange,
this season, sky should be clear as a field.”

A stingray steeplechase across the sea,
tail whipping water, the high man-o’-wars
start reeling inland, quick, quick an archery
of flying fish miss us! Vince say: “You notice?”
and a black-mane squall pounce on the sail
like a dog on a pigeon, and it snap the neck
of the Flight and shake it from head to tail.
“Be Jesus, I never see sea get so rough
so fast! That wind come from God back pocket!”
“Where Cap’n headin? Like the man gone blind!”
“If we’s to drong, we go drong, Vince, fock-it!”
“Shabine, say your prayers, if life leave you any!”

I have not loved those that I loved enough.
Worse than the mule kick of Kick-’Em-Jenny
Channel, rain start to pelt the Flight between
mountains of water. If I was frighten?
The tent poles of water spouts bracing the sky
start wobbling, clouds unstitch at the seams
and sky water drench us, and I hear myself cry,
“I’m the drowned sailor in her Book of Dreams.”
I remembered them ghost ships, I saw me corkscrewing
to the sea bed of sea worms, fathom pass fathom,
my jaw clench like a fist, and only one thing
hold me, trembling, how my family safe home.
Then a strength like it seize me and the strength said:
“I from backward people who still fear God.”
Let Him, in His might, heave Leviathan upward
by the winch of His will, the beast pouring lace
from his sea-bottom bed; and that was the faith
that had fade from a child in the Methodist chapel
in Chisel Street, Castries, when the whale-bell
sang service and, in hard pews ribbed like the whale,
proud with despair, we sang how our race
survive the sea’s maw, our history, our peril,
and now I was ready for whatever death will.
But if that storm had strength, was in Cap’n face,
beard beading with spray, tears salting his eyes,
crucify to his post, that nigger hold fast
to that wheel, man, like the cross held Jesus,
and the wounds of his eyes like they crying for us,
and I feeding him white rum, while every crest
with Leviathan-lash make the Flight quail
like two criminal. Whole night, with no rest,
till red-eyed like dawn, we watch our travail
subsiding, subside, and there was no more storm.
And the noon sea get calm as Thy Kingdom come




Il giorno appresso, il mare è scuro. Un' alba da strizzarti il culo.
" E questo vento maledetto che gira impazzito come il cervello di una donna".
Ondate lente che iniziano a frangere, sembrano le cime innevate
di una catena di monti.
                                  " Ehi, Comandante, il cielo è nero!"
"Non va bene in Agosto."
                               " Questa dannata luce così strana,
in questa stagione il cielo dovrebbe essere  chiaro come un campo"
Una razza velenosa galoppa e salta tra le onde,
la coda che sferza l'acqua,  in cielo gli albatross
con ampi giri fuggono veloci verso l'entroterra, e veloce
un nugolo di pesci volanti quasi ci piglia! Vince dice :" Hai visto?"
e un groppo di vento dalla nera criniera piomba sulle vele
come un cane su un piccione, e azzanna al collo
il Flight e lo scuote da capo a piedi.
" Gesù mio, non ho mai visto un mare diventare così mosso
e così in fretta! Quel vento arriva dalla tasca posteriore di Dio!"
"Dove ci porta il Capo? Sembra cieco!
Se dobbiamo schiattare, schiattiamo, Vince, fanculo!"
" Shabine, recita le tue preghiere, se ne hai ancora in serbo!"

Non ho amato abbastanza quelli che ho amato
Peggio del calcio di mulo del Kick-’Em-Jenny Channel
la pioggia  cade a scrosci sul Flight tra
vere montagne d'acqua. Se avevo paura?
I picchetti da tenda delle trombe marine che sorreggono il cielo
ondeggiano e tremano, le cuciture delle nuvole si strappano
e la pioggia  ci inzuppa e sento me stesso gridare:
"Sono il marinaio affogato nel suo Book of Dreams"
Ricordai loro delle navi fantasma, mi vedevo sprofondare
verso il fondo del mare pieno di vermi di mare, metro dopo metro,
la mascella tesa come un pugno, e soltanto una cosa
mi trattiene, mentre tremavo, la mia famiglia a casa, al sicuro.
Poi una forza simile a quella mi afferra e mi dice:
"Io vengo da gente semplice che ancora teme Iddio."
Fa che Egli, nella Sua potenza, salpi, con l' argano
della Sua volontà ,il Leviatano, quella bestia che sputa fuori
merletti dal suo letto sul fondo del mare; e quella era la fede
che un bambino aveva visto svanire nella chiesa metodista
di Chisel street, a Castries, quando la campana della baleniera
chiamava alla messa e, sulle panche dure come costole di balena,
cantavamo, con furia disperata, di come la nostra razza 
sopravviva alle fauci del mare,  della nostra storia e dei pericoli,
ed ora  ero pronto  a qualunque cosa la morte volesse.
Ma se quella tempesta aveva una forza, era tutta sul volto del Capitano,
la barba gocciolante di spruzzi, lacrime di sale negli occhi,
crocifisso al suo posto, quel negro aggrappato ben stretto
al timone, Dio mio! come Gesù sulla croce,
ed i suoi occhi feriti  sembravano piangere per noi,
ed io che lo nutro a Rum bianco mentre ogni cresta d'onda
con la sferza del Leviatano fa tremare il Flight
come i due ladroni. L'intera notte, senza riposo
con gli occhi rossi come l'alba, ma ora vediamo il nostro calvario
placarsi, è placato, la tempesta svanire, è svanita.
E il mare di mezzogiorno si calma mentre viene il Tuo Regno.



















martedì 30 aprile 2013

THE SCHOONER FLIGHT, Passing Blanchisseuse, Derek Walcott, trad. A.Panciroli







4 The Flight, Passing Blanchisseuse

Dusk. The Flight passing Blanchisseuse.
Gulls wheel like. from a gun again,
and foam gone amber that was white,
lighthouse and star start making friends,
down every beach the long day ends,
and there, on that last stretch of sand,
on a beach bare of all but light,
dark hands start pulling in the seine
of the dark sea, deep, deep inland.


Al crepuscolo il Flight doppia Blanchisseuse.
Gabbiani volteggiano di nuovo come da un cannone,
e la schiuma, da bianca che era, diventa ambra,
il faro e la stella  sono già amici,
su ogni spiaggia il lungo giorno ha fine,
e là, sull'ultimo lembo di sabbia,
su di una spiaggia spoglia di tutto tranne che della luce,
mani scure iniziano a salpare le lunghe reti
dal mare scuro, lontano, lontano verso l'entroterra.




Blanchisseuse / Trinidad e Tobago



venerdì 12 aprile 2013

The Schooner FLIGHT by Derek Walcott, trad. A. Panciroli



THE SCHOONER FLIGHT



 Vessel in rough seas /  Artista ignoto
Aberdeen Art § Gallery 
















Un viaggio sullo schooner Flight tra le mille isole dei Caraibi, in compagnia del poeta Derek Walcott, tra gabbiani, palme, negri, mulatti, donne misteriose, scogli a fior d'acqua, albe e tramonti, notti oscure, notti stellate, chiar di luna, tempeste, uragani...
L'imbarco è a Carenage, piccola cittadina portuale sull'isola di Trinidad e Tobago.

1) Adios Carenage


In idle August, while the sea soft,
and leaves of brown islands stick to the rim   
of this Caribbean, I blow out the light   
by the dreamless face of Maria Concepcion   
to ship as a seaman on the schooner Flight.   
Out in the yard turning gray in the dawn,   
I stood like a stone and nothing else move   
but the cold sea rippling like galvanize   
and the nail holes of stars in the sky roof,   
till a wind start to interfere with the trees.   
I pass me dry neighbor sweeping she yard   
as I went downhill, and I nearly said:
“Sweep soft, you witch, ’cause she don’t sleep hard,”   
but the bitch look through me like I was dead.   
A route taxi pull up, park-lights still on.   
The driver size up my bags with a grin:   
“This time, Shabine, like you really gone!”
I ain’t answer the ass, I simply pile in   
the back seat and watch the sky burn   
above Laventille pink as the gown
in which the woman I left was sleeping,
and I look in the rearview and see a man   
exactly like me, and the man was weeping
for the houses, the streets, that whole fucking island.




Nel pigro Agosto, quando il mare è calmo
e le foglie delle isole marroni si incollano al bordo
di questo Caribe, spengo  la luce
sul viso senza sogni di Maria Concepcion
da marinaio mi imbarco sullo schooner Flight.
Nel cortile qua fuori già l'alba s'ingrigia,
ero come impietrito , e null'altro si muove
tranne il mare freddo che s'increspa come un tetto ondulato
ed i buchi delle stelle inchiodati sul tetto del cielo,
finchè il vento si alza e s'intreccia tra i rami.
Passo davanti alla vicina noiosa che spazza il cortile
mentre io me ne vado, e a momenti le dico:
" Fai piano, tu, strega, potresti svegliarla, il suo sonno è leggero"
ma la stronza mi guarda attaverso come  fossi già morto.
Le luci accese, un auto a noleggio m'accosta,
Il tassista squadra il bagaglio con un largo sorriso:
"Stavolta, Shabine, ce l'hai quasi fatta"
Non rispondo al cretino, mi sprofondo del tutto
nel sedile di dietro a guardare il cielo che brucia
su Laventille, rosa come la sottoveste
che la mia donna indossava ,e mentre dormiva io l'ho lasciata,
e mentre guardo nello specchietto vedo un uomo
identico a me, e l'uomo piangeva , piangeva
per le case, la strada , per quel cazzo di isola che abbandonava.



Christ have mercy on all sleeping things!   
From that dog rotting down Wrightson Road   
to when I was a dog on these streets;   
if loving these islands must be my load,   
out of corruption my soul takes wings.   
But they had started to poison my soul
with their big house, big car, big-time bohbohl,   
coolie, nigger, Syrian, and French Creole,   
so I leave it for them and their carnival—
I taking a sea bath, I gone down the road.   
I know these islands from Monos to Nassau,   
a rusty head sailor with sea-green eyes   
that they nickname Shabine, the patois for   
any red nigger, and I, Shabine, saw   
when these slums of empire was paradise.   
I’m just a red nigger who love the sea,   
I had a sound colonial education,
I have Dutch, nigger, and English in me,   
and either I’m nobody, or I’m a nation,




Gesù, abbi pietà di tutti le cose che dormono
Da quella carogna di cane in  Wrighston Road,
fino a quando io stesso fui un cane in queste strade;
se amare queste isole deve essere il mio fardello,
la mia anima  prenderà  il volo lontana da ogni male
Ma cominciano già ad avvelenarmi l'anima
con le loro grandi ville, grandi auto, la grande corruzione,
schiavi, negri, creoli francesi e Siriani,
e allora fuggo, fuggo da loro e dai loro carnevali -
mi faccio un bagno al mare, solo per la mia strada.
Conosco queste isole da Monos a Nassau,
un marinaio roscio dagli occhi verde mare
che hanno soprannominato Shabine, così  loro chiamano
i mulatti ,ed io , Shabine, ho  visto
questi bassifondi dell' impero quando erano un vero paradiso.
Sono solo un mulatto che ama il mare,
ho avuto una sana educazione coloniale
ho in me qualcosa dell' Olandese, del negro e dell' Inglese,
ed io non sono nessuno, o sono una Nazione.



But Maria Concepcion was all my thought   
watching the sea heaving up and down
as the port side of dories, schooners, and yachts   
was painted afresh by the strokes of the sun   
signing her name with every reflection;
I knew when dark-haired evening put on
her bright silk at sunset, and, folding the sea,   
sidled under the sheet with her starry laugh,   
that there’d be no rest, there’d be no forgetting.
Is like telling mourners round the graveside   
about resurrection, they want the dead back,   
so I smile to myself as the bow rope untied
and the Flight swing seaward: “Is no use repeating   
that the sea have more fish. I ain’t want her   
dressed in the sexless light of a seraph,
I want those round brown eyes like a marmoset, and   
till the day when I can lean back and laugh,   
those claws that tickled my back on sweating   
Sunday afternoons, like a crab on wet sand.”   
As I worked, watching the rotting waves come   
past the bow that scissor the sea like silk,   
I swear to you all, by my mother’s milk,   
by the stars that shall fly from tonight’s furnace,   
that I loved them, my children, my wife, my home;   
I loved them as poets love the poetry   
that kills them, as drowned sailors the sea.

You ever look up from some lonely beach   
and see a far schooner? Well, when I write   
this poem, each phrase go be soaked in salt;   
I go draw and knot every line as tight   
as ropes in this rigging; in simple speech   
my common language go be the wind,   
my pages the sails of the schooner Flight.   
But let me tell you how this business begin.




Ma Maria Concepcion era il mio solo pensiero
mentre guardavo il mare ondeggiare su e giù
e le prue  dei dory, degli schooner, degli yacht
erano di nuovo dipinte  dalle pennellate del sole
che  indicavano il suo nome ad ogni riflesso;
sapevo che quando la sera dagli scuri capelli avesse indossato
la  seta luminosa del tramonto, e piegando il mare,
avesse camminato di nascosto sotto la vela con una risata piene di stelle,
allora non ci sarebbe quiete, non avrei potuto scordarla.
E' come parlare delle resurrezione a chi piange un defunto
attorno ad una tomba, loro vogliono indietro il morto,
così sorrido a me stesso quando la cima di prua  si scioglie
ed il Flight dondola verso l'alto mare: " Non si usa ripetere
che il mare ha più pesce. Io non voglio che lei
si vesta nella luce asessuata di un serafino,
voglio i suoi occhi tondi marroni da scimmietta, e
fino a giorno quando potrò appoggiarmi e ridere,
quegli artigli che mi solleticano la schiena  sudata
la Domenica pomeriggio, come un granchio sulla sabbia bagnata."

Mentre lavoro, guardando le onde putride seguire
dietro la prua che taglia il mare come una forbice,
giuro a voi tutti, sul latte di mia madre,
sulle stelle che voleranno via dalla fornace di questa notte,
che li ho amati, ho amato i miei figli, mia moglie, la mia casa;
li ho amati come i poeti amano la poesia
che li uccide, così come i marinai affogati amano il mare.

Hai mai cercato da una qualche spiaggia solitaria
di vedere uno schooner lontano? Bene, quando scriverò
questa poesia, ogni frase si impregnerà di sale;
disegnerò , annoderò i miei versi stretti come
le cime in queste manovre; con semplici parole
la mia lingua comune sarà  il vento,
le mie pagine saranno le vele di questa goletta.
Ma lasciatemi dire come questo affare ebbe inizio.



11 After the storm ( Dopo la tempesta)


There’s a fresh light that follows a storm
while the whole sea still havoc; in its bright wake   
I saw the veiled face of Maria Concepcion   
marrying the ocean, then drifting away
in the widening lace of her bridal train
with white gulls her bridesmaids, till she was gone.   
I wanted nothing after that day.
Across my own face, like the face of the sun,   
a light rain was falling, with the sea calm.

Fall gently, rain, on the sea’s upturned face   
like a girl showering; make these islands fresh   
as Shabine once knew them! Let every trace,   
every hot road, smell like clothes she just press   
and sprinkle with drizzle. I finish dream;   
whatever the rain wash and the sun iron:
the white clouds, the sea and sky with one seam,   
is clothes enough for my nakedness.   
Though my Flight never pass the incoming tide   
of this inland sea beyond the loud reefs   
of the final Bahamas, I am satisfied   
if my hand gave voice to one people’s grief.   
Open the map. More islands there, man,   
than peas on a tin plate, all different size,   
one thousand in the Bahamas alone,   
from mountains to low scrub with coral keys,   
and from this bowsprit, I bless every town,   
the blue smell of smoke in hills behind them,
and the one small road winding down them like twine
to the roofs below; I have only one theme:

The bowsprit, the arrow, the longing, the lunging heart—
the flight to a target whose aim we’ll never know,   
vain search for one island that heals with its harbor   
and a guiltless horizon, where the almond’s shadow   
doesn’t injure the sand. There are so many islands!   
As many islands as the stars at night
on that branched tree from which meteors are shaken
like falling fruit around the schooner Flight.   
But things must fall, and so it always was,   
on one hand Venus, on the other Mars;   
fall, and are one, just as this earth is one   
island in archipelagoes of stars.
My first friend was the sea. Now, is my last.   
I stop talking now. I work, then I read,   
cotching under a lantern hooked to the mast.   
I try to forget what happiness was,
and when that don’t work, I study the stars.   
Sometimes is just me, and the soft-scissored foam   
as the deck turn white and the moon open   
a cloud like a door, and the light over me   
is a road in white moonlight taking me home.   
Shabine sang to you from the depths of the sea



C'è una luce dolce dopo la tempesta
mentre tutto il mare è ancora sconvolto; e nella sua abbagliante scia
vidi allora il volto velato di Maria Concepcion
mentre sposava l'oceano, poi se ne andò alla deriva
negli ampi merletti del suo strascico da sposa
sue damigelle solo bianchi gabbiani, e poi, poi non ci fu più.
Non desiderai più nulla dopo quel giorno.
Sul mio volto, come sul volto del sole
cadeva una pioggia fine, ed il mare era calmo.

Cadi dolcemente, pioggia, sul volto capovolto del mare
come su una ragazza sotto la doccia; e rendi queste isole
raggianti come Shabine le conobbe una volta. Fa che ogni sentiero,
ogni strada bollente, profumi come  panni appena stirati
e ancor umidi di rugiada. Il sogno è finito;
qualunque cosa la pioggia lavi ed il vento asciughi;
le nuvole bianche , il mare ed il cielo con una sola cucitura,
basteranno a vestire la mia nudità.
E se anche il mio Flight mai oltrepasserà la marea montante
di questo mare interno oltre il reef risonante
delle ultime Bahamas, sarò soddisfatto
se la mia mano avrà dato voce anche al dolore di un solo popolo.
Apri la mappa, uomo, più isole qui
che piselli  in un piatto di stagno, di tutte le dimensioni,
alte come montagne o  piccoli atolli di corallo,
e da questo bompresso , tutte le città benedico,
 il triste odore di fumo nelle colline al di là delle isole,
e l'unica strada tortuosa che si snoda verso di loro come uno spago
al di sotto dei tetti: io ho un solo ed unico argomento:
Il bompresso, la freccia, il desiderio, l'affondo del cuore -
il tiro ad un bersaglio di cui mai sapremo lo scopo,
la ricerca vana di un isola che ci risani con il suo porto
ed un' incolpevole orizzonte , dove l'ombra del mandorlo
non ferisca la sabbia. Ci sono così tante isole!
Tante isole quanti di notte sono gli astri
tra i rami di quell'albero da cui le stelle cadenti  sono scosse
come frutti che cadono  attorno allo schooner Flight.
Ma le cose devono cadere, ed è sempre stato così,
da un lato Venere, dall'altro Marte;
devono cadere, e sono un'unica cosa, proprio come questa terra
è un'isola in un 'arcipelago di stelle.
Il mio primo amico fu il mare. Ora, è l'ultimo.
Ora non parlo più. Lavoro, poi leggo,
accoccolato sotto  una lanterna appesa all'albero maestro.
Cerco di dimenticare cosa fosse la felicità,
e se questo non funziona, studio le stelle.
Talvolta sono solo io, e la schiuma tagliata dolcemente
quando il ponte della barca  diventa bianco e la luna apre
una nuvola come una porta, e la luce sopra di me
 è una strada che  mi riporta a casa nel pallido chiaro di luna.
Shabine ha cantato per te dalle profondità del mare.



















sabato 6 aprile 2013

Derek Walcott, ARCHIPELAGOES , da The Map of New World,



ARCHIPELAGOES




Alla fine di questo verso, arriverà la pioggia.

Sul margine della pioggia, una vela.

.

Lentamente la vela perderà di vista le isole;
svanirà nella nebbia la fede nei porti
di un' antica razza.



La guerra dei dieci anni è finita.
I capelli di Elena, una nuvola grigia.
Troia, cumuli di cenere bianca
sul mare  ed una pioggia fine

Una pioggia fine tesa come le corde di un'arpa.
Un uomo dagli occhi rannuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso della Odissea.

                                                              traduzione A.Panciroli
                                                               



At the end of this sentence, rain will begin.
At the rain's edge, a sail.

Slowly the sail will lose sight of islands;
into a mist will go the belief in harbours
of an entire race.

The ten-years war is finished.
Helen's hair, a grey cloud.
Troy, a white ashpit
by the drizzling sea

The drizzle tighten like the strings of a harp.
A man with clouded eyes picks up the rain
and plucks the first line of the Odyssey.










Qui invece la traduzione di Barbara Bianchi  da  MAPPA DEL NUOVO MONDO di Derek Walcott , Traduzione di Barbara Bianchi, Gilberto Forti, Roberto Mussapi

Piccola Biblioteca Adelphi
1992, 13ª ediz., pp. 167
isbn: 9788845909603


Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All'orlo della pioggia, una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un'intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un'arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso dell'Odissea