giovedì 14 gennaio 2016

DEREK WALCOTT, The morning moon, La luna mattutina, (da Sea Grapes ,1976), traduzione A.Panciroli



















La luna mattutina


Ancora stregato dal ciclo della luna
che a vele spiegate corre
oltre il dorso di balena in agguato della Morne Coco Mountain,
resto senza respiro per il suo sano chiarore.

Dicembre è all'inizio,
la brezza rinfresca la pelle a questa terra
la pelle d'oca dell'acqua,
e vedo il tuffo azzuro

delle ombre giù dallla Morne Coco Mountain,
la meridiana di Dicembre,
e sono felice  che la terra cambi ancora,,
che la luna piena possa accecarmi

con la sua fronte
in questo scintillante mattino,
e che  sottili ramoscelli di bianco spuntino
dalla mia barba.



The morning moon 

Still haunted by the cycle of the moon
racing full sail
past the crouched whale’s back of Morne Coco Mountain,
I gasp at her sane brightness.


It’s early December,
the breeze freschens the skin of this earth
the goose-skin of water,
and I notice the blue plunge

of shadows down Morne Coco Mountain,
Dicember’s sundial,
happy that the earth is still changing,
that the full moon can blind me

with her forehead
this bright foreday morning,
and that fine sprigs of white are springing
from my beard.





lunedì 11 gennaio 2016

GIORGIO CAPRONI, Altro inserto










 ALTRO INSERTO

  Per quanto tu ragioni ,c'è sempre un topo - un fiore - a scombinare la logica. Direi che tutto nel tuo ragionamento è perfetto , se non avessi davanti questo prato di trifoglio. E sarei  anche d'accordo con te , se nella mente non mi bruciasse  ( se non mi bruciasse la mente - con dolcezza ) quest' odore di tannino che viene dalla segheria  sotto la pioggia ; quest'odore di tronchi sbucciati ( d'alba e d'alburno) , e non ci fosse il fresco delle foglie bagnate  come tanti lunghi occhi , e il persistente  ( ma sempre più sbiadito )  blu della notte.

giovedì 7 gennaio 2016

Dalla finestra di Pessoa

Risultati immagini per finestra alta sul mare

XLVIII di Alberto Caeiro

Dalla più alta finestra della mia casa
Con un fazzoletto bianco dico addio
Ai miei versi che partono verso l'umanità.
E non sono allegro né triste.
Questo è il destino dei versi.
Li ho scritti e devo mostrarli a tutti
Perché non posso fare il contrario
Come il fiore non può nascondere il colore,
Né il fiume nascondere che scorre,
Né l'albero nascondere che dà frutti.

Eccoli che già vanno lontano come su una diligenza
E io senza volere sento pena
Come un dolore nel corpo.

Chi sa chi li leggerà?
Chi sa in che mani andranno?
Fiore, mi colse il mio destino per gli occhi.
Albero, mi strapparono i frutti per le bocche.
Fiume, il destino della mia acqua era non restare in me.
Mi sottometto e mi sento quasi allegro,
Quasi allegro come chi si stanca di essere triste.

Andate, andate da me!
Passa l'albero e resta disperso nella Natura.
Appassisce il fiore e la sua polvere dura per sempre.
Scorre il fiume ed entra nel mare e la sua acqua è sempre
quella che fu sua.

Passo e resto, come l'Universo.

Traduzione di Pierluigi Raule.