giovedì 19 luglio 2012
da IL FUNAMBOLO E LA LUNA, Ghiannis Ritsos, trad. Nicola Crocetti, traduzione in lingua inglese di A. Panciroli
Fragmenta
Sempre l 'amore - come diceva Ione; - principio e fine;
e di nuovo l 'amore, oltre la morte. Ione -
Era di giugno, splendido meriggio, e Ione seminudo,
una catenina d 'oro con un piccola croce sull 'ampio petto,
le gambe prese da antiche statue di aurighi. E forse sarebbe
partito un giorno
su una barca a vela bianca; - perchè la bellezza - disse
Elena -
deve svanire presto.
Always love - as Ione said; - beginning and end;
and once more love, over the death. Ione -
It was June, wonderful noon, and half-naked Ione,
a small golden necklace with a little cross on the large cheast,
the legs taken by ancient statues of auriga. And perhaps one
day he would leave
on a white sail boat: -because Beauty - Elena
said -
must vanish soon.
- Ciane, Melpòmene, Giacinta,
- chiamava Persefone dal balcone. Il suo peplo rosa
ondeggiava fin giù sulla spiaggia. - Nausica, Gelsomina,
Ismene, Elettra. I nomi
delle ragazze salivano più in alto dei gabbiani, per poi ca-
dere mollemente in mare
simili a isolette con rematori, barche da pesca, sedie di
paglia. Un ragazzo
pescava con la canna sotto il faro.
- Ciane, Melpòmene, Giacinta,
- Persefone called from balcony. Her cerise peplum
fluttered up to the beach. - Nausica, Gelsomina,
Ismene, Elettra. The names
of the girls rose higher and higher, above seagulls, then
fell down languidly into the sea,
like islets with oarsmen, goitre, straw
chairs. A boy
with fishing pole under the lighthouse.
mercoledì 18 luglio 2012
IN THE AFTERLIFE, MARK STRAND , nella traduzione di A. Panciroli e D. Abeni
In the Afterlife
She stood beside me for years, or was it a moment? I cannot remember. Maybe I loved her, maybe I didn’t. There was a house, and then no house. There were trees, but none remain. When no one remembers, what is there? You, whose moments are gone, who drift like smoke in the afterlife, tell me something, tell me anything.
Nell' Aldilà (traduzione A.Panciroli)
Lei rimase accanto a me per anni, o fu un momento? Non posso ricordarlo. Forse l' ho amata, o forse no. C'era una casa, e poi non ci fu più. C' erano alberi, ma non ne rimase nessuno. Quando nessuno ricorda, cosa rimane? Tu, i cui momenti sono scomparsi, che sei trasportato come fumo nell' aldilà, dimmi qualcosa, dimmi qualsiasi cosa.
Nella vita postuma ( traduzione D. Abeni)
Mi è stata accanto per anni, o è stato un istante? Non so ricordarmelo. Forse l’ho amata, forse no. C’era una casa, poi la casa non c’era più. C’erano alberi, ma non ne resta nessuno. Quando nessuno ricorda, cosa rimane? Tu, i cui momenti sono trascorsi, che vaghi senza meta come fumo nella vita postuma, dimmi qualcosa, dimmi una cosa qualsiasi.
Cfr http://mark-strand.blogspot.it/2012/07/una-scelta-di-prose-brevi-di-mark.html
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trad. A. Panciroli
martedì 17 luglio 2012
SNOWY MORNING BLUES by Charles Simic, trad A.Panciroli
The translator is a close reader
He wears thick glasses
As he peers out the window
At the snowy fields and bushes
That are like a sheet of paper
Covered with quick scribble
In a language he knows well enough
WIthout knowing any words in it.
Only what the eyes discern
And the heart intuits of its idiom
So quiet now, not even faint
Rustle of a page being turned
In a white and wordless dictionary
For the translator to avail himself
Before whatever words are there
Grow obscure in the coming darkness.
Il traduttore è un lettore attento
Porta occhiali dalle lenti spesse
Mentre guarda fuori dalla finestra
la neve che copre i campi ed i cespugli
che sono come un foglio di carta
ricoperto di scarabocchi
in un lingua che conosce abbastanza bene
senza saperne una sola parola
Se non quello che gli occhi distinguono
ed il cuore intuisce dal suo idioma
E' così silenzioso ora, neanche il lieve
fruscio di una pagina girata
in un dizionario bianco e senza parole
di cui il traduttore possa servirsi
prima che qualunque altra parola là dentro
diventi più oscura all'arrivo del buio.
Cfr. con la traduzione di Nicola Gardini in http://ottantanovenuvole.blogspot.it/2012/05/snowy-morning-blues-by-charles-simic.html
He wears thick glasses
As he peers out the window
At the snowy fields and bushes
That are like a sheet of paper
Covered with quick scribble
In a language he knows well enough
WIthout knowing any words in it.
Only what the eyes discern
And the heart intuits of its idiom
So quiet now, not even faint
Rustle of a page being turned
In a white and wordless dictionary
For the translator to avail himself
Before whatever words are there
Grow obscure in the coming darkness.
Il traduttore è un lettore attento
Porta occhiali dalle lenti spesse
Mentre guarda fuori dalla finestra
la neve che copre i campi ed i cespugli
che sono come un foglio di carta
ricoperto di scarabocchi
in un lingua che conosce abbastanza bene
senza saperne una sola parola
Se non quello che gli occhi distinguono
ed il cuore intuisce dal suo idioma
E' così silenzioso ora, neanche il lieve
fruscio di una pagina girata
in un dizionario bianco e senza parole
di cui il traduttore possa servirsi
prima che qualunque altra parola là dentro
diventi più oscura all'arrivo del buio.
Cfr. con la traduzione di Nicola Gardini in http://ottantanovenuvole.blogspot.it/2012/05/snowy-morning-blues-by-charles-simic.html
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