sabato 19 settembre 2015





ARIA DI SETTEMBRE

di Alfonso Gatto


Mortale al suo bel volto,
come declina annoso
l’autunno e per ascolto
la chiama al suo riposo,

la sera spoglia il vento
dell’ultimo colore                                            
Alfonso Gatto
e spera che il suo lento
declino sia l’amore

nostalgico del fuoco.
Il freddo autunno rade
le foglie, strema un fioco
riverbero di strade.

E l’ombra reca odore
di bosco perché trami
la sera anche il chiarore
delebile dei rami.

Come una voce invita
nel canto dalle case
si rendono alla vita
convinte le persuase

dolcezze della luna.


mercoledì 16 settembre 2015

“Nuovi Argomenti”, PERSO IN TRADUZIONE, James Merril


Nel numero 71 di “Nuovi Argomenti”, da oggi in libreria, una scelta di traduzioni inedite dall’opera di James Merrill, a cura di Damiano Abeni e Moira Egan. 

Nuoviargomenti.net/poesie/perso-in-traduzione/

James Merrill”, scrisse Mark Strand nel 2000 a D.A., “ è con Ashbery il nostro più grande poeta della seconda metà del ’900”. Nato nel 1926 a New York, da The Black Swan (1946) a A Scattering of Salts (apparso poco dopo la sua morte nel 1995) ha pubblicato dodici raccolte di poesia, oltre al monumentale poema tripartito The Changing Light at Sandover (1982). 



...Lost, is it, buried? One more missing piece?

But nothing's lost. Or else: all is translation
And every bit of us is lost in it
(Or found – I wander through the ruin of S
Now and then, wondering at the peacefulness) 
And in that loss a self-effacing tree,
Color of context, imperceptibly
Rustling with its angel, turns the waste
To shade and fiber, milk and memory.




Perso, eh, sepolto? Un altro pezzo mancante?

Ma niente va perduto. Ovvero: tutto è traduzione
e ogni briciolo di noi vi è perso dentro
(o trovato—di tanto in tanto vago tra
le rovine di S, sorpreso da tanta serenità)
e in quel lutto un albero senza alcuna vanagloria,
colore del contesto, che impercettibilmente nella storia
stormisce col suo angelo, trasforma il deserto
in ombra e fibra, latte e memoria

domenica 13 settembre 2015

CORAL di Derek Walcott, trad. A. Panciroli


                                     CORAL di DEREK Walcott

                                              traduzione di Alessandro Panciroli










This coral's shape ecohes the hand
It hollowed. Its

Immediate absence is heavy. As pumice,
As your breast in my cupped palm.

Sea-cold, its nipple rasps like sand,
Its pores, like yours, shone with salt sweat.

Bodies in absence displace their weight,
And your smooth body, like none other,

Creates an exact absence like this stone
Set on a table with a whitening rack

Of souvenirs. It dares my hand
To claim what lovers' hands have never known:

The nature of the body of another.



La forma di questo corallo rievoca la mano
che lo ha scolpito. La sua

immediata assenza è pesante. Come pomice,
come il tuo seno nella coppa delle mie mani.

Freddo di mare, il suo capezzolo raspa come sabbia,
I suoi pori, come i tuoi, brillavano di sudore salato.

I corpi nell' assenza perdono peso
ed il tuo corpo levigato, come quello di nessun altra.

crea un' assenza esatta come questa pietra
posata sul tavolo insieme alla lunga fila

di ricordi che svaniscono. Ed essa  sfida la mia mano
a reclamare ciò che le mani degli amanti non hanno mai conosciuto:

la natura del corpo dell'altro.