domenica 11 agosto 2013

Da GREEEK PASSAGES di Peter Riley, Argolide 2003




The narrow shore behind Lerna, barely room to walk between the sea and the tall fences of the orange groves / Cloudy day on the stones / and suffering shall cease / and we all return to a pre-Aurignacian repletion / end all this / advance, torment. // There is no path, it ends / squeezed between land and sea / a dark town across the bay / clumps of giant fennel, used in ancient
times for carrying fire, the pith inflammable and long burning, we trust it and it / ends and we turn back, one by one it ends. / Roy Fisher * hears me, up in the northern hills / and turns to pat / the dog that died.


Lerna shore / Panoramio




La stretta spiaggia dietro Lerna, spazio a malapena per camminare tra il mare e gli alti recinti degli aranceti /  Giorno nuvoloso sugli scogli / ed il dolore avrà fine / e tutti noi torneremo ad una sazietà pre- Aurignaziana / termine di tutto questo / progresso, tormento.// Non c'è sentiero, qui termina, stretto tra terra e mare / una città oscura oltre la baia / cespugli di finocchio gigante, usati nei tempi antichi per trasportare il fuoco,  la polpa infiammabile e che brucia a lungo, noi lo  crediamo e / qui termina  e torniamo indietro, uno alla volta qui termina. /  Roy Fisher mi sente, sulle colline a nord / e si volta per accarezzare / il cane che è morto.


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Roy Fischer




giovedì 1 agosto 2013

Vi saluto con Pessoa


Jago mi ha inviato il siffatto sms : "todas  as cartas de amor sao ridiculas..."

"Tutte le lettere d'amore sono ridicole..."

E' una frase tratta da una poesia di Pessoa, l'ho cercata su un suo libro di poesie che ho ma non l'ho trovata.
Ma voglio dirvi questo, con le parole di Marco Missiroli che ne cura l'introduzione:
C'è un giorno che cambia la vita di Fernando Pessoa: è l'8 marzo 1914. Quel pomeriggio il poeta ventiseienne si avvicinò a un comò alto e, dopo aver preso un foglio e una penna, cominciò a scrivere in piedi. Scrisse trenta poesie di filato, guidato da un'estasi che non è mai riuscito a definire. Non firmò con il suo nome ma con "Alberto Caeiro", uno degli eteronimi che Pessoa utilizzò nella sua esistenza. Non un altro se stesso ma un frammento di sè con un'autonomia letteraria, morale, sentimentale e soprattutto percettiva.

Beh, se c'è un episodio che possa riassumere in sè l'essenza della poesia, è proprio questo. Non trovate?


domenica 28 luglio 2013

BECUNE POINT, II , by Derek Walcott


Becune Point, by D. Walcott



BECUNE POINT, II


The incredible blue with its bird-inviting cloud,
in which there are crumbling towers, banners and domes,

and the sliding Carthage of sunsets, the marble shroud
drawn over associations that are Greece’s and Rome’s

and rarely of Africa. They continue at sixty-seven
to echo in the corridors of the head, perspectives

of a corridor in the Vatican that led, not to heaven,
but to more paintings of heaven, ideas in lifted sieves

drained by satiety because great art can exhaust us,
and even the steadiest faith can be clogged by excess,

the self-assured Christs, the Madonnas’ inflexible postures
without the mess of motherhood. With this blue I bless

emptiness where these hills are barren of tributes
and the repetitions of power, our sky’s naive

ceiling without domes and spires, an earth whose roots
like the thorned acacia’s deepen my belief







L'incredibile blu e per gli uccelli il sicuro invito di una nuvola,
con le sue torri pericolanti, e gonfaloni e cupole,

e la scivolosa Cartagine dei tramonti, il sudario di marmo
steso su associazioni che appartengono a Grecia e Roma

e raramente all' Africa. A sessantasette anni continuano
a rimbombarmi nei corridoi della testa, prospettive

di un corridoio in Vaticano che conduce, non in Cielo,
ma ad altri dipinti del Cielo, idee in un setaccio alzato

scolato dalla sazietà perché la grande arte può logorarci,
ed anche la fede più costante può essere intasata dall'eccesso,

i Cristi troppi sicuri di sè, le inflessibili posture della Madonna
senza il caos della maternità. Con questo blu io benedico

il vuoto dove queste colline sono aride di riconoscimenti
e le ripetizioni del potere, la base delle nubi del nostro cielo

ingenuo senza cupole e guglie, una terra le cui radici,
come quelle delle acacie spinose, rinforzano la mia fede.